Intervenuto a margine dell'incontro con i club di Lega Serie A, Giovanni Malagò si è presentato in sala stampa della sede di Via Rosellini per comunicare la candidatura alla presidenza della FIGC ai giornalisti presenti: "Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me nell'ipotesi di candidatura anche se dopo un atipico e poco tradizionale il consenso all'interno della componente. È previsto, come molti di voi hanno già riportato, che farò degli incontri tra poco, anche con il Presidente della Lega di B, dove ci sarà anche lì un incontro con l'Assemblea, domani col Presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana sia con l'Assocalciatori che con data più recente" ha premesso.

Così Malagò illustra i temi dell'incontro odierno: "Il presidente Simonelli mi aveva riservatamente consegnato un documento su alcuni key point che erano di primario interesse da parte della Lega. Mi ha anche detto che negli ultimi giorni c'era stata su alcuni di questi punti un'evoluzione. Programma, perché poi ovviamente si deve integrare, intersecare e coordinare con quello che sono ovviamente gli incontri fatti con le altre componenti, perché sappiamo bene la federazione, uso un termine preso da parte del mondo del Comitato Olimpico, è multidisciplinare, nel senso che rappresenta gli interessi di tutti. Però posso sembrare di parte, l'ambiente lo conosco molto bene, è stato quasi straordinario: in queste due ore di chiacchierata hanno parlato tutti, mi sento di dire, esprimendo concetti, opinioni, soprattutto risanando questa fiducia che è quella che, nel senso buono della parola, scusate se lo dico, mi fa molto ragionare perché non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, ci tengo a dire. Lo farò solo esclusivamente dopo aver sentito anche gli altri componenti, ma non perché, scusate se ve lo dico, non c'è la vera novità, mi sento di fare il giornalista. Ma c'è qualcuno di voi che mi conosce molto bene, che mi ha seguito per tanti, tanti, tanti anni e ho sempre la preoccupazione, questa è la parola, di cercare di dare un senso. Ho chiesto prima a che ora sia arrivata, del vostro lavoro, del vostro impegno, della vostra presenza".

"Secondo me è la notizia giornalistica che non sono preoccupato di quello che può essere il risultato eventuale del 22 giugno. È chiaro che c'è una competizione, la partita va giocata con tutto quello che consegue. Però quello su cui sto cercando di riflettere, per dare un apporto diverso, propositivo, ottimistico, vincente, è come migliorare la parte sportiva: se oggi si pensa a nuovo presidente della Federcalcio è perché l'Italia è stata di nuovo eliminata dai Mondiali. Chiunque sa che, se l'Italia avesse vinto in Bosnia, oggi non staremmo a parlare di un'elezione al vertice della FIGC: magari il problema si sarebbe proposto dopo qualche mese, ma questo non possiamo saperlo. Sotto il profilo della capacità di organizzare una squadra che mette in condizione chi va in campo di ottenere il massimo, penso di aver dimostrato qualcosa. Però la riflessione finale è che uno si deve dedicare il più possibile per cercare di fare un percorso di strategia, di idee, di un nuovo sistema organizzativo, anche con persone non per forza nuove, ma con mentalità nuova. Non devi sprecare energie fisiche e mentali per contemperare formule compromissorie all'interno delle varie componenti. Voglio ringraziare la Lega, per come sono stato accolto: un'atmosfera eccezionale. Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi, sotto il prodotto dell'immagine si deve mettere in condizione di meritare d'essere considerato in modo diverso a livello istituzionale, come mi sembra si sia dimostrato per altre discipline sportive".

VIDEO - Malagò: "Presidente FIGC? Mi sento adatto"
Sezione: News / Data: Lun 20 aprile 2026 alle 16:49 / Fonte: Dall'inviato Simone Togna
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi