Il ritorno tra i professionisti alla guida del Venezia in Serie B non è andato come avrebbe sperato e si è concluso con un esonero, ma Stefano Vecchi è un nome che continua a ricordare splendidi momenti in casa Inter. Il tecnico bergamasco, sulla panchina della Primavera nerazzurra, ha conquistato due scudetti, due Viareggio Cup, una Supercoppa italiana e una Tim Cup, bottino che lo rende l'allenatore più vincente nel settore giovanile interista. Nell'ambito dell'evento 'I talenti del futuro - La Giovane Italia', in programma stasera a Gallipoli e che lo vedrà premiato come vincitore dello scudetto Primavera 2017/18, Vecchi ha parlato in esclusiva a FcInterNews.it, muovendosi tra attualità e tuffi nel passato.
Si è chiusa la sua esperienza a Venezia, c'è qualcosa che si rimprovera?
"Le cose che non hanno funzionato sono state tante, sicuramente alcune per mie colpe e altre no. Eran una situazione in cui i presupposti sembravano perfetti perché potessi lasciare l'Inter, per questo avevo grande entusiasmo. Ma purtroppo da subito ci sono state difficoltà di cui ora è inutile parlare ma che hanno portato a risultati negativi e al conseguente esonero".
Il suo futuro lo vede ancora nel calcio dei 'grandi' oppure valuta anche un ritorno in un settore giovanile?
"Ho dimostrato tempo fa dopo 10 anni che allenavo i grandi di poter allenare una Primavera. All'epoca ero stato anche criticato. Adesso sono aperto a ogni situazione. Fino a giugno devo star fermo e poi vedremo se capiteranno le occasioni giuste, altrimenti resterò fermo ancora (ride, ndr)".
Guardando le convocazioni di Mancini, è un primo passo? Si va verso la direzione giusta?
"Ha dato un segnale di attenzione come faceva quando allenava l'Inter e io ero in Primavera. Convocava dei giovani, voleva conoscerli. Non c'è modo migliore di allenarli sul campo per capirne le potenzialità. Chi è stato convocato ora è per essere conosciuto meglio, si troverà così avvantaggiato quando questi giovani saranno pronti. Zaniolo e Tonali credo li abbia chiamati per curiosità e per avvisare che può capitare a tutti, purché continuino a lavorare".
All'Inter ha vinto tutto, molti giovani sono passati dalle sue mani e ora sono professionisti. Cosa le è rimasto di questa esperienza?
"Grandi ricordi e soddisfazione, l'esperienza in una società che mette tutto a disposizione, e ha grandi valori anche umani sia in chi gestisce la prima squadra sia il settore giovanile. Mi sono trovato benissimo. Chiaro che risaltino le tante vittorie, anche quando non abbiamo vinto ci siamo andati vicini perdendo ai rigori o ai supplementari. Inoltre ho formato tanti ragazzi che ora stanno iniziando a giocare a livelli importanti e ho contribuito ad aiutare la società nel mercato, valorizzandoli e consentendole di trarre giovamento finanziario dalle loro cessioni".
Se la sente di disegnare un undici sui ragazzi che ha avuto?
"Ce ne sono tanti, più che un undici... Radu e Di Gregorio in porta, Vanheusden, Gravillon, Bettella, Dimarco, Gyamfi e Miangue tra i difensori. In mezzo al campo Carraro, Gnoukouri, Palazzi, Emmers, Zaniolo. Pinamonti, Manaj, Kouame, Bonazzoli, Puscas davanti... E sicuramente non ricordo tutti".
Pinamonti è reduce da due gol col Frosinone. Si dice sia un ragazzo che va coccolato.
"Secondo me doveva accettare di uscire lo scorso gennaio, ne avevamo parlato, non so perché non sia accaduto. Probabilmente ha perso qualche mese, ora sta dimostrando di poter fare l'attaccante di Serie A. Non abbiamo mai avuto dubbi. Pinamonti è uno dei prospetti su cui la società ha puntato forte ma non è facile imporsi perché in nerazzurro c'è un attaccante come Icardi che è insostituibile".
Un rimpianto verso un ragazzo che poteva fare qualcosa di importante e non ce l'ha fatta?
"Nel primo anno i '96 erano fortissimi. Forse Camara poteva, e può ancora fare molto di più. Il rimpianto è anche Gnoukouri, il problema che lo sta tenendo ancora fermo dopo aver esordito anche in A. Quella squadra potenzialmente era molto forte ma ha vinto solo il Viareggio. Nelle fasi finali per lo scudetto ci sono mancati Puscas, Camara e Bonazzoli eravamo rimaneggiati. Quel gruppo poteva vincere qualcosa di più ma ha proposto tanti giocatori tra i professionisti".
I suoi rapporti con l'Inter come sono? Vi sentite?
"Sono ottimi, ci sentiamo spesso nel contesto del settore giovanile, con Samaden e tutti gli altri. A livello di prima squadra qualche messaggio. Comunque so che sono impegnati in modo importante ed è logico che l'attenzione sia quella. Ma la stima è reciproca, ho parlato con Spalletti all'evento della Panchina d'Oro a Coverciano, l'ho visto con piacere, l'anno scorso il nostro rapporto è stato positivo sia dal punto di vista tecnico che umano".
Se la sente di dare un giudizio sulla Primavera dell'Inter oggi?
"Credo abbia delle potenzialità importanti, ha giocatori che ancora devono esprimersi e qualcuno che non si sta esprimendo come l'anno scorso. Ma non è facile ripetersi. Riusciranno però a dimostrare di essere una squadra forte, anche se con un cambio di allenatore non è facile. Ma alle spalle c'è una società forte, un gruppo all'altezza e il tecnico è bravo. Penso che alla fine la Primavera dell'Inter vincerà qualcosa.
Giuseppe Granieri
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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