Nel 2016 era considerato uno dei migliori laterali d’Europa, tant’è che il suo arrivo a parametro zero all’Inter era stato definito dagli addetti ai lavori come un grande affare. Poi, con l’addio di Roberto Mancini (che ne aveva benedetto l'ingaggio) alla panchina nerazzurra tutto è cambiato. Caner Erkin, in esclusiva per FcInterNews, dopo anni di silenzio, per la prima volta alla stampa italiana racconta cosa successe nell’estate del 2016.

Cosa provò quando venne ingaggiato dall’Inter? E perché decise di firmare per i nerazzurri e non per altri club?
“Pensavo che stessi compiendo un grande passo arrivando all’Inter. Il mio obiettivo era giocare regolarmente, conquistare trofei e godere dell’ammirazione dei tifosi interisti. Neanche quando se ne andò via Mancini volevo lasciare l’Inter. Ma l’atteggiamento di Frank de Boer nei miei confronti non era affatto piacevole. Mi ha lasciato fuori come se fossi un giocatore appena uscito dalle giovanili. E questo non era accettabile”.

Cosa le disse Mancini? Fu lui la prima persona con la quale parlò all’Inter?
“Mi voleva come esterno sinistro. Per questo mi diede la possibilità di giocare in tutti i match della pre-season. Riponeva molto fiducia in me, fui molto triste quando lui andò via. Poi nel calcio tutto può succedere. Ma il trattamento che ricevetti da De Boer fu totalmente irrispettoso e scortese nei mei riguardi”.

Cosa ricorda di quelle settimane trascorse con i giocatori di quell’Inter?
“Ero molto orgoglioso di far parte di quel team. Eravamo molto apprezzati ovunque andassimo, anche il campo di allenamento era particolarmente speciale. Francamente ero davvero felice”.

Perché De Boer non l’ha voluta? Oggi che è passato un po’ di tempo, si è fatto un’idea del perché si comportò così?
“Non ho mai capito perché De Boer dimostrasse un tale atteggiamento nei miei confronti. Non sono mai stato nei suoi piani sin dal giorno in cui mise piede in Italia. Mi ha lasciato fuori nell’ultima partita della pre-season e, dopo averlo fatto, anche nelle esercitazioni delle prove successive. Dovevo allenarmi individualmente, separato dalla squadra, con un mister personale. Fondamentalmente stava usando una tattica di manipolazione affinché mi sentissi frustato. Il suo atteggiamento ha cambiato totalmente la mia carriera calcistica. Non riesco a trovare spiegazioni al riguardo”.

È vero che anche all’interno della stessa Inter, molte persone pensavano che a causa del suo atteggiamento, De Boer sarebbe rimasto pochi mesi?
“Ovviamente, tutti potevano sapere che tipo di persona fosse De Boer. Per questo non riesco ancora a capire come avesse fatto ad arrivare in un club come l’Inter. In ogni evento chiunque poteva rendersi conto che la sua attitudine non appartenesse ai nerazzurri. Dopo quello che mi ha fatto non potevo avere una buona opinione di lui. E ovviamente non l’avrò mai”.

Jonathan Biabiany ha dichiarato che per lui De Boer è il peggior allenatore della storia dell’Inter. Cosa ne pensa?
“Sono assolutamente d’accordo con lui, ha ragione”.

Non le resta il rammarico di non aver di fatto mai potuto giocare per l’Inter?
“Quello che ho passato all’Inter si è tramutato in una brutta esperienza personale. Chissà, potrei ancora giocarvi un giorno… Peccato perché davvero nutrivo enormi sogni e a causa di un mister che è rimasto solo 2 mesi e mezzo questi sono andati in frantumi. Non c’è niente che si possa fare, non è la fine del mondo. Voglio che la mia carriera prosegua ai massimi livelli Mando a tutti i supporters dell’Inter amore e rispetto”.

Sezione: Esclusive / Data: Dom 24 maggio 2020 alle 20:20
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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