Una dimostrazione di forza che va molto al di là del mero risultato finale. L'Inter ha battuto 2-0 la Juventus, ma il passivo poteva essere molto più ampio se solo la mira degli interisti fosse stata leggermente meno imprecisa. Una quantità industriale di occasioni gettate al vento da Lautaro e soci, che hanno portato a casa i tre punti grazie all'inzuccata del tanto vituperato Vidal e alla cavalcata di Barella in simil-Berti a Monaco di Baviera. Due gol che potevano però essere anche nove, tante sono state le chance da rete sciupate, a conferma del dominio enorme visto sul terreno del Meazza. Una gara a senso unico, che ha restituito al campionato un'Inter ingigantita per consapevolezza e una Juventus rimpicciolita dopo l'illusorio exploit col Milan.

Sorpresi dell'epilogo del Derby d'Italia? Magari era difficile immaginare le dimensioni del gap maturato domenica sera, ma l'evoluzione dei 90 minuti non ha colto in contropiede chi in questi mesi non si è limitato a guardare il risultato delle partite, andando a fondo nelle analisi. Per dirla in modo chiaro: è stata una partita che ha ricalcato molte altre delle due squadre finora in stagione. Quante volte si è vista un'Inter così? Un'Inter che crea tanto e sciupa altrettanto? Tante. La differenza con altre uscite è stata la capacità di segnare più di un gol e non subirne al primo tiro pericoloso, arrivato all'86'. In altre circostanze (Atalanta, Lazio e Roma, tanto per citarne tre a caso), i nerazzurri avevano incassato gol alla prima versa occasione degli avversari, complicandosi la vita dopo aver sostanzialmente dominato. Aver trovato risposte proprio nella serata più difficile vale tantissimo.

Ma lo stesso discorso, al contrario, vale anche per la Juventus. Non è la prima volta che i bianconeri patiscono le folate avversarie, però spesso i problemi erano stati mascherati dalla giocata estemporanea del singolo o dagli errori dei rivali. Stavolta non è andata così.

Spariti i #conteout, i #flopvidal, i #casohakimi e compagnia cantante. Almeno per una settimana, tutti zitti. Tutti a leccarsi le ferite. Tra un gap e l'altro, ci è scappato un 2-0 che poteva essere anche un 9-0, e nessuno avrebbe avuto da ridire. Mesi e mesi di castronerie messi a tacere. Brutalizzati i cretini e i pennivendoli. Perché il calcio può essere semplice, ma anche complesso. I giudizi sommari vengano lasciati ai tifosi, che non hanno obblighi di sorta. Agli analisti è richiesta competenza e un minimo di fatica nel cercare di approfondire i contenuti, senza fermarsi alla superficie per poi... restare sorpresi.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 19 gennaio 2021 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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