"Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera […] il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, […] scegliete un futuro, scegliete la vita".

Cominciava così Trainspotting, uno dei più grandi cult della storia del cinema: con Renton, il protagonista, che inseguito dalla polizia inglese dopo un taccheggio si lasciava andare in un monologo che sapeva di paternale ma che alla fine si concludeva con un: "Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro, le ragioni? Non ci sono ragioni".

Un giovane Ewan McGregor si affacciava così al successo, sulle scene del suo quarto film, lo spartiacque di una carriera che da lì in poi sarebbe diventata inarrestabile. Ma questo è un altro discorso. L’altro discorso, quello di Rent (e non di Ewan) cominciava venticinque anni e qualche giorno fa (il 23 febbraio 1996 per l’esattezza): Ribellarsi o conformarsi? Scegliere la via della carriera e della vita, confezionata dai grandi magazzini o quella dei simboli medioborghesi o quella degli ideali? Era questo il dilemma.

Una, due, tre, quattro chiamate dalla Catalogna, con tanto di 26 campionati spagnoli, 5 Champions League, 5 Supercoppa Uefa, 3 Coppa del mondo per club, 10 milioni di euro d'ingaggio sul piatto e Messi come compagno di reparto. In poche parole il Barcellona. "È vero, si stava lavorando con il Barcellona, la strada era quella, non so dirti quanto sono arrivato vicino a quel club" ha ammesso ieri Lautaro Martinez alla Gazzetta dello Sport, dove per la prima volta ha parlato del suo flirt con il Barça. Un flirt durato mesi e diventato tormentone, quantomeno per i tifosi, già afflitti dall'astinenza da Inter (causa stop campionato per Covid) e che sono stati portati allo stremo con i titoloni delle portadas de España. "Lautaro-Barcellona, c'è il sì del giocatore" era il più leggero da sopportare. Ed effettivamente Lautaro ci ha pensato e come a pronunciare quel fatidico sì. D'altronde in quel di Barcellona ad attenderlo c'era quello che Rent avrebbe definito "maxitelevisore, lavatrici, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici". Ma come Rent, Lautaro si è chiesto chi essere la domenica mattina ed esattamente come Rent si è detto: "Perché dovrei fare una cosa così?".

"Con Conte fui molto chiaro: - dice alla Gazza - La mia testa è qui, è una promessa, non mi faccio condizionare".

"Le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni?". Renton aggiungerebbe "quando hai l'eroina" ma qui l'eroino - e concedetemi la licenza (seppur non poetica) è proprio il 24enne, non scozzese ma argentino, che a Milano ha trovato una casa, di sicuro meglio dell'eroina come dipendenza. D'altronde l'Inter - ogni interista direbbe - crea dipendenza. Una dipendenza scelta da antieroi, un po' come Renton. Ma a differenza di Rent, che alla fine il maxitelevisore decide di acquistarlo, tradendo gli amici di sempre, di notte e senza dire niente a nessuno, Lautaro sceglie di restare. Perché Barcellona "tanto ora è il passato": rinnova con l’Inter - con tanto di annuncio da prima pagina italiana, e per l'esattezza milanese, scegliendo la famiglia, gli amici, una prima casa, un salotto di tre pezzi (seppur non a rate) e a chiedersi chi cacchio è la domenica mattina e un futuro con meno milioni all'anno e un futuro con la consapevolezza delle proprie convinzioni. Una vita meno anarchica e punk di Rent, ma di sicuro dal colesterolo alto e dagli ideali più forti. 

Perché alla fine il fascinoso si rivela un’illusione. E se "essere usciti dalla Champions ha fatto molto male", il futuro - seppur meno fascinoso - ha scelto di viverlo qui, per lungo tempo, in questa città in cui scegliere una vita e una carriera dalle ragioni senza ragioni, "guardando i treni passare" senza salirci è un atto di anticonformismo. Con buona pace di colesterolo (alto) per i tonfi clamorosi e uno scudetto per il quale lavorare ogni giorno, a testa bassa come gli "amici da non tradire" dettano.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 28 febbraio 2021 alle 00:05
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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