Molto spesso si abusa del termine “decisivo”. Magari lo si utilizza per enfatizzare una partita di inizio campionato, dimenticandosi che c’è tutta una stagione ancora da giocare. Si indica un certo giocatore senza il quale (pare) non si possa scendere in campo. O alcuni provvedimenti secondari - e non di primaria importanza - vengono additati come scelte conclusive.

In realtà invece nell’arco di una stagione i momenti fondamentali sono davvero pochi. A volte previsti e prevedibili. Altri sono come scintille improvvise che perdurano nel tempo.

Ecco, per quanto riguarda l’Inter c’è già stato un primo snodo decisivo: quello dell’eliminazione in Champions League. Un evento amaro e negativo. A cui non si può più porre rimedio, almeno in questa edizione della competizione più importante a livello di club. Mentre per quanto riguarda campionato e Coppa Italia ancora tutto è possibile.

Ed ecco che ora si preannuncia quindi un altro periodo decisivo - ma per davvero e non solo a parole - per la stagione nerazzurra. 

Domenica la Juve in Serie A, poi l’Udinese e successivamente il Derby in Coppa Italia contro il Milan. È vero che ogni partita vale tre punti e che i campionati si vincono con le piccole. Ma ci sono certamente successi dal peso specifico superiore rispetto ad altri.

Battere i bianconeri, ossia gli attuali Campioni d’Italia in carica, certificherebbe la forza nerazzurra. E metterebbe a tacere detrattori e critiche di chi imputa ai meneghini di non riuscire a sconfiggere avversari top e di pari livello. Una sconfitta con la squadra di Pirlo lascerebbe aperti invece plurimi interrogativi. E il malcontento di una parte dei tifosi aumenterebbe.

Discorso simile per la gara contro i cugini rossoneri. Ma con una differenza sostanziale: eliminando dalla competizione il Diavolo, non solo l’Inter si prenderebbe una parziale rivincita per l’1-2 subito lo scorso ottobre, ma insinuerebbe il tarlo del dubbio ai rivali cittadini, minando quelle certezze fin qui acquisite da Ibrahimovic e compagni. E chi lo sa, magari farebbe anche vagheggiare quello spettro del dilapidare quanto di buono realizzato finora: in una partita fondamentale per il proseguo del torneo, ma forse ancor più rilevante a livello di testa. Il tutto vale anche a parti invertite, sia nel bene, che ovviamente anche nel male.

Basterà attendere e il verde darà il suo responso. Ma anche fuori dal campo si sta giocando una partita altrettanto decisiva: quella dell’eventuale ingresso in società di BC Partners.

Siamo solo all’inizio: le due diligence dovranno capire quale possa essere la migliore soluzione sia per Suning, che per il fondo inglese. Quindi parlare ora di maggioranza o minoranza è ancora prematuro. Proprio perché ci sarebbe una differenza sostanziale in ogni ambito della società.

Stesso discorso qualora l’affare non dovesse andare in porto. O chi lo sa, dovessero farsi vivi nuovi investitori. È ancora presto insomma e per il momento potrebbero venir fuori solo giudizi parziali e non definitivi. 

Mi permetto solo di chiedere a gran voce – e non ho dubbi che sarà così – che qualsiasi strada verrà percorsa, questa porti al bene dall’Inter.

Proprio perché alla fine, gira e rigira, decisiva o meno, tutto porta lì.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 15 gennaio 2021 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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