Dopo le gare del turno infrasettimanale, le ultime del girone di andata, all'Inter manca solo l'ufficialità per laurearsi campione d'inverno. La vittoria di Parma e gli inaspettati pareggi interni di Napoli e Milan con Verona e Genoa, hanno proiettato i nerazzurri di Cristian Chivu a tre punti dai rossoneri e quattro dai campioni d'Italia in carica. Anche nel malaugurato caso di sconfitte della Beneamata domani sera con il Napoli e nel recupero di San Siro con il Lecce, l'Inter centrerebbe l'obiettivo grazie a una differenza reti quasi impossibile da colmare da parte del Milan.
Le statistiche dicono che nel campionato a venti squadre, chi gira in testa al giro di boa festeggia anche a fine torneo. E' anche vero che solo in tre occasioni lo scudetto sia andato a chi ha perso come minimo cinque partite e i nerazzurri sono già a quota quattro. Lasciando da parte i numeri, questa squadra sta dimostrando sul campo, ancora una volta, di essere forte, vogliosa di confermarlo in ogni occasione, sia in Italia che in Europa, ricordando come l'Inter sia l'ultima italiana ad aver conquistato la Champions League, manifestazione che ha visto i nerazzurri per due volte in finale nelle ultime tre stagioni.
Ma torniamo a questo campionato che sta entrando in una fase non ancora decisiva, ma sicuramente molto importante per capirne lo sviluppo finale. L'Inter lo ha iniziato con due scivoloni nelle prime tre giornate, terminate a meno sei dal Napoli scudettato. Sembrava l'inizio della fine per una squadra data da molti per finita dopo la debacle di Monaco con il PSG e invece i ragazzi di Chivu arrivano alla vigilia dello scontro diretto con quattro punti di vantaggio, nonostante la discussa sconfitta patita nella gara di andata giocata al Maradona. Premiato dunque, al momento, il lavoro di un tecnico giovane, ambizioso ma non arrogante, conscio delle difficoltà che comporti allenare un club storicamente complicato come l'Inter.
Ma Cristian Chivu sta riuscendo in maniera meritoria ad aumentare la sua giovane esperienza affrontando nello stesso momento i problemi che quotidianamente presenta uno squadra chiamata a vincere o a competere fino all'ultimo per riuscirci. Lo sta facendo con una comunicazione decisa, mai banale, ma sempre rispettosa di chi lo paga e anche dell'avversario. Non ama la polemica fine a se stessa che serve invece ad altri per alimentare la competizione, ma non è nemmeno uno che si fa mettere i piedi in testa. A volte una sua non risposta accompagnata da un sorriso di circostanza, fa più rumore di quello dei cosiddetti nemici di mourinhana memoria.
E poi c'è il lavoro sul campo, sicuramente più importante delle chiacchiere più o meno pretestuose. In poco tempo, anche per le indicazioni arrivate dal mercato estivo, Chivu ha capito come sarebbe stato folle stravolgere un impianto che per molte stagioni aveva navigato ai vertici di ogni competizione. Sta lavorando con autorevolezza ed è riuscito ad entrare nella testa dei giocatori, soprattutto in quella della vecchia guardia che lo riconosce ormai come loro condottiero, affascinata anche dal fatto che Chivu sia stato, da calciatore, uno dei pilastri del leggendario Triplete. Il gruppo sembra unito, i giovani interagiscono con i più datati e blasonati compagni con un unico obiettivo: il bene della squadra.
Con questi presupposti l'Inter scenderà in campo domani contro il Napoli in un Meazza che traboccherà entusiasmo. I nerazzurri vogliono finalmente tornare a vincere una sfida contro una big, cosa che non succede da troppo tempo e non solo da quando al timone c'è Chivu. Vincere vorrebbe dire inoltre andare a più sette su Antonio Conte e compagni. Non un dettaglio. I partenopei scenderanno ancora una volta in campo senza alcuni titolari eccellenti, ma la gara sarà durissima perché l'avversario è molto forte, come il suo allenatore. Sfida dunque a cinque stelle, bellissima da giocare davanti alla propria gente.
Dopo sei vittorie consecutive, all'Inter per scappare serve l'acuto. Del resto, si gioca nella Scala del calcio.
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