Alessandro Costacurta parla al Corriere dello Sport e la chiacchiera non si limita alla lotta scudetto. 

L’altro giorno mi ha sorpreso Guardiola rivelando che il più grande allenatore della storia, per lui, è Ferguson. Sono così distanti... 
"Avrà considerato le vittorie. Io l’ho affrontato il Manchester di Ferguson, una squadra che aveva gli incastri giusti, giocatori di livello elevatissimo". 
 
Dunque Ferguson anche per te? 
"No. Carlo. Carlo (Ancelotti, nda) e poi Pep i più grandi. Subito dietro Cruijff che il calcio l’ha cambiato. E Arrigo. Sacchi ha provocato un autentico terremoto, è stato l’ispiratore del Rinascimento del calcio, e non solo di quello italiano, Arrigo è la figura-chiave, Leonardo Da Vinci". 
 
Allegri è fuori dai dieci? 
"Non è nei primi cinque. Max conosce perfettamente il calcio e i calciatori, i tempi di gioco, sa come uscire da ogni situazione, la sue squadre sono capaci di soffrire nei momenti in cui è la sofferenza a prevalere. Non esistono squadre che non abbiano affontato momenti difficili, ne ha avuti parecchi anche il mio Milan migliore. Allegri è uno che ti dà tante tracce da seguire".

È più vicino a Mourinho che a Pep. 
"Mou non mi ha conquistato, vedere le sue squadre non mi è mai piaciuto. Sto parlando di chi ha centrato il triplete, di un grande. Ma non ha mai migliorato le squadre che ha allenato". 
 
Sempre a proposito di Max, il Milan è da scudetto? 
"Secondo me, no. Ha la coperta corta. Se riesce a restare compatto può fare risultato. Per caratteristiche dei suoi, soprattutto dietro, è costretto a difendere basso". 

Come valuti l’incidenza di Leao? 
"Non sono un estimatore di Leao, non lo sono dalla prima ora, da quando aveva diciannove anni e qualcuno lo considerava un predestinato, un futuro Pallone d’oro".  

I soliti giornalisti, giusto? 
"Insieme a tanti Palloni d’oro io ho giocato, tutta gente che metteva il proprio talento al servizio della squadra. Leao... aspetta che voglio trovare l’aggettivo giusto... ecco, enigmatico. Leao è enigmatico. Non ho mai capito se le cose che fa siano fini a sé stesse. È uno showman. E poi Leao non è più un ragazzino, a giugno ne farà ventisette, non venti". 
 
La novità stagionale, in panchina, è Chivu. 
"Chivu è intelligente, può diventare un grande allenatore. È camaleontico, mi piace come modula l’atteggiamento tattico della squadra all’interno della stessa partita. Sono belle anche le risposte che dà quando è in diretta con noi a Sky. Chivu mi intriga". 

Sezione: Rassegna / Data: Ven 16 gennaio 2026 alle 11:30 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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