Due repliche all'Auditorium Pirelli di Milano per raccontare la storia dell'Inter, ai ragazzi e ragazze del settore giovanile, poi ai piccoli azionisti, ai partner, agli Inter Club, a staff e dirigenti. Sul palco, Gianfelice Facchetti che racconta a Tuttosport come è nata l'idea. 

"Non volevo un bignami della storia dell’Inter: ho usato le stagioni come punti cardinali per orientarsi, per far emergere cosa ci fosse dietro a certi momenti storici. Lo dico da tifoso, ma penso sia un racconto molto bello quello di 44 ragazzi che decidono di fondare un nuovo club, perché credono che la lingua del calcio debba essere universale, mentre l’Italia aveva deciso che potessero giocare solo gli italiani". Emergono, nello spettacolo, valori come l'inclusività. "È fondamentale. Se parlo di Inter, credo si debbano riscoprire i valori associati a questo nome. Finché scrivi sono parole inerti, ma quando le porti al pubblico respirano. Sono temi attuali più che mai, urgenti».  

 Quindi un salto nell'attualità. "Bastoni? Trovo tutto patetico. Questo accanimento nei suoi confronti deriva anche dal fatto che i social oggi amplifichino tutto. A un certo punto questi fischi verranno sommersi dal silenzio o dagli applausi. Derby? La posta in palio è alta. Vincere significherebbe fare uno scatto netto, però sarebbe controproducente farsi prendere dalla frenesia. L’Inter ha dieci punti di vantaggio: i giocatori di Chivu dovranno scendere in campo con la tranquillità di chi se li è guadagnati passo dopo passo".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 09:52
Autore: FcInterNews Redazione
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