Corner, rimesse laterali e rigori: sono già 21 i gol in campionato per l'Inter da calcio piazzato. Nessuno si avvicina neppure ai nerazzurri. E oggi la Gazzetta dello Sport svela il retroscena dietro a questo andamento super positivo.

Nulla è casuale. "Ad Appiano Lab esiste una squadra di studiosi che approfondisce il tema con maniacalità: immagina nuove soluzioni e schemi, prova a “massimizzare” le caratteristiche dei saltatori e dei battitori, che nella rosa di Chivu abbondano, e soprattutto ispeziona i coni d’ombra dei rivali in certe situazioni tattiche - si legge sulla rosea -. La conseguenza sta in questi numeri che urlano alla vigilia del derby: non c’è squadra, infatti, che sfrutti i corner meglio dei nerazzurri in Italia. Da angolo diretto (o da sviluppo immediato dell’angolo...) sono arrivate quindici reti. Se poi si guarda a ciò che accade dall’altro lato del Naviglio, si scopre che il Milan ne ha realizzate appena sei. Non bastasse, quella di Allegri è la formazione che in percentuale ha subito più gol da calcio da fermo: si viaggia al 50%, 10 su 20".

L’elemento su cui lo staff può incidere di più è sempre il caro vecchio calcio d'angolo: "È lì che si concentra l’analisi interista, delegata da Chivu ad Angelo Palombo, suo fedele scudiero già a Parma.Con lui, all’intero staff di match analyst guidati da Filippo Lorenzon, un passato in Nazionale e unico ad abilitarsi con il massimo dei voti al Master Uefa Pro del 2023 - si legge -. Delle tante opere riuscite in stagione, la loro Gioconda è il tiro al volo di Zielinski in casa del Verona. In Salento, invece, Micki e Akanji erano appollaiati in precise zone di battuta sempre su mandato del pool di Chivu. Anche in questo caso erano state individuate criticità nella difesa a zona leccese: accettava il rischio dell’inferiorità numerica proprio nel punto in cui si è posizionato l’armeno. Va da sé che, nonostante quei marcantoni di Bisseck e Bastoni abbiano timbrato in area, sia sempre Lautaro il più cinico a finalizzare: ha gioito 4 volte dopo palle inattive. La vera differenza, però, è nella grana fina dei battitori: Calha e Barella hanno calciato 5 angoli poi diventati reti, mentre i restanti 10 sono stati affari di Dimarco (6 da destra e 4 da sinistra: con Federico non si pende da un solo lato). Alla fine dei giochi, si torna sempre allo stesso punto: la bocca dell’inferno si apre in quel sinistro".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 11:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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