Davvero dobbiamo parlare della scampagnata pomeridiana in quel di Appiano? Davvero dobbiamo discutere su una amichevole di fine estate messa in piedi per sciogliere i muscoli dei nostri eroi opposti a undici ragazzi volonterosi e nulla più? Beh, se proprio vogliamo parlarne per qualche istante, parliamone, per quel che può valere. Buona la prima per Hakimi: dalla sua parte sono arrivati suggerimenti e pericoli in quantità industriale. Il ragazzo sembra avere passo e piede, fiato e tecnica, fisico e cervello: un insieme di capacità che ne fanno, di gran lunga, più di un semplice grande prospetto, che poi coi grandi prospetti o presunti tali finisci sesto in classifica e a novembre fischi squadra e allenatore.

Sta bene Lautaro, l’aria di Barcellona gli giova…ah no, scusate, a Barcellona ancora non ci è andato: il mercato comunque è lungo, più di quanto possiamo immaginare, e chissà mai che l’aria marina del capoluogo catalano richiami alla mente ricordi giovanili nel ragazzo argentino cresciuto a Bahia Blanca, sull’oceano Atlantico. Per adesso, 16 settembre, di soldi non ne sono arrivati, al netto di chiacchiere che alla fine, senza il contante, non ti portano da nessuna parte. Sta bene Lautaro ma sta bene anche Sanchez: so che molti storcono il naso per la conferma della punta cilena. Io, personalmente, no. Manco un po’. Anzi, sono felice che Alexis abbia deciso di continuare la sua avventura in nerazzurro: ha esperienza, classe, vede la porta, è imprevedibile, può giostrare accanto al dieci o a Ro-me-lu indifferentemente. Per quel poco che ho potuto apprezzare, lui e Lautaro si sono cercati spesso e volentieri, quasi a voler trovare un’intesa necessaria nel prosieguo di una stagione lunga e complicata.

Lukaku leggermente affaticato, e ci sta portando in giro quel popò di fisico che si ritrova, così come Nainngolan, nel senso di affaticato, non di fisico. Radja è rimasto un passo indietro rispetto ai compagni, ma sono malesseri che passeranno con l’andare del tempo, sempre ammesso di poter contare su di lui il prossimo anno calcistico. Anche Perisic mi è parso leggermente in ritardo, per lui vale comunque il discorso di aver chiuso la scorsa stagione tre settimane fa, fresco vincitore di un triplete col Bayer Monaco. Che uno dice, eh, ma cosa ce ne facciamo del Perisic? Beh, il Perisic è un tizio che in Baviera ha disputato 35 partite, 1760 minuti circa, media di 50 a gara, 10 assist e otto gol: insomma, per farla breve io il Perisic me lo tengo, altro che no. Anche Sensi sembra sulla strada per tornare quello di un anno fa, prima dell’accidente con la Juventus. Al di là dell’ottima prestazione in Nazionale, ad Appiano il centrocampista di Urbino ha messo in mostra alcuni pezzi del suo repertorio: giro palla veloce, passaggio smarcante, verticalizzazioni, ciò che ci aveva fatto innamorare di lui appena arrivato. Attenzione, stiamo parlando, ribadiamo, di una amichevole settembrina con valenza poco più di uno, che zero pare brutto. L’Inter sta nascendo, non sappiamo ancora bene come, ma sta nascendo: con alcuni sacrifici, magari difficili da capire ma necessari per una corretta gestione del bilancio: lo so, lo so, ‘sta storia del bilancio è una palla pazzesca, roba da martellarsi gli zebedei per ore e ore. Ma, grazie al fantasmagorico Financial Fair Play, così funziona: e il discorso beh io sono tifoso mica commercialista non regge, è necessario far quadrare i conti altrimenti arriva l’Uefa e poi sono guai. Mica per tutti, facciamo che per noi sì, ma questa è un’altra storia.

Capitolo mercato, e come può mancare la striscia quotidiana sulla compravendita dei calciatori durante l’estate? Vidal non è arrivato: sarà come vi pare, sarà il nuovo Lavezzi, sarà il tormentone estivo intanto manca all’appello. Oddio, il problema è di Conte: dal mio punto di vista questo centrocampo è già di per sé valido e, se proprio non dovesse arrivare il pupillo dell’allenatore credo Marotta farà qualcosa comunque, perché inutile negarselo, qualcosa manca. Il problema non è l’Inter non spende cacciate i soldi: il problema è che non spende nessuno. Di conseguenza nessuno acquista i tuoi esuberi. Sommate a tutto ciò la crisi del calcio, non spende l’Inter ma Chelsea a parte nessuno tira fuori un centesimo, sempre a oggi, 16 settembre, il risultato sarà l’impossibilità di comprare tizio o caio: ecco il motivo per cui mi aspetto qualche coup de theatre del nostro amministratore delegato. Anzi, sono certo del colpo di coda.

Detto ciò, un paio di settimane fa Piero Ausilio si era presentato in conferenza stampa raccontando di un mercato complicato dai mancati ricavi: tutti o quasi si erano imbufaliti. Però, avesse ragione lui?

Ah, prima di chiudere fatemi salutare con affetto Cristiano Biraghi: non è andata benissimo Cristiano, ma grazie per il tuo impegno e le tue parole. E del tormentone Conte non parla, son sincero, mi interessa poco assai.

Alla prossima.

VIDEO - VIDAL SI ALLENA DA SOLO, IN STRADA. E IL PROCURATORE GLI DA' DEL MATTO

Sezione: Editoriale / Data: Mer 16 settembre 2020 alle 00:00
Autore: Gabriele Borzillo / Twitter: @GBorzillo
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