Nonostante il titolo non voglio parlare dello scandalo scommesse, che si sta ampliando a macchia d'olio sul nostro calcio e lo sta rendendo ancora una volta stomachevole. Sarebbe facile iniziare a puntare il dito contro i personaggi e i club coinvolti, ma siccome in Italia in ambito giornalistico esiste la cosiddetta 'presunzione d'innocenza', per cui nessuno può essere giudicato colpevole prima di una sentenza, preferisco astenermi dal farlo. Anche per rispetto di chi sta vivendo ore di panico e dei tifosi che al momento patiscono le pene dell'inferno in attesa di dolorosi verdetti. Mi permetto un'unica divagazione: chi tra gli hobby preferiti vanta il lancio del letame nei confronti dell'Inter, stavolta deve astenersi. La nostra società non ha nulla a che fare con questo schifo, nonostante qualche recente tentativo di coinvolgerla dal punto di vista mediatico e casereccio. State zitti, soprattutto voi che rischiate penalizzazioni o di ritrovarvi senza allenatore la prossima stagione. Noi siamo puliti. Noi.

Allora su cosa accetto scommesse? Facile: sul fatto che la prossima stagione ci regalerà delle soddisfazioni. Se paragonata a quella appena trascorsa il balzo in avanti non sarebbe così assurdo, anzi. Al peggio non c'è mai fine, ma migliorare l'ultimo bilancio non sarebbe certo un'impresa. Perché tanto ottimismo? Perché finalmente intravedo qualcosa di nuovo in casa Inter: programmazione. Nulla di trascendentale per una società gestita da professionisti, ma considerate le ultime due stagioni guai a dare qualcosa per scontato. Finalmente in Corso Vittorio Emanuele hanno deciso di muoversi come è giusto, pianificando con un allenatore (sicuro del proprio posto) la campagna acquisti, definendo gli obiettivi e dando corso alle necessità tecniche della rosa.

Aria nuova, dunque, anche se qua e là scorgo ancora tanti interisti delusi, come se l'arrivo di Palacio fosse l'ennesimo simbolo di ridimensionamento delle aspettative. Lo avessimo avuto da agosto 2011, el Trenza, oggi parleremmo di tutt'altro. L'ex Genoa è un gran colpo, ma non sarà l'unico. Arriva perché serve a Stramaccioni e già questa è una buona notizia, una presa di coscienza da parte della dirigenza. Siamo a maggio ma il primo grande colpo è stato messo a segno, adesso attendiamo gi altri botti con serenità, senza fretta e senza ansia da prestazione. Il tempo c'è, la voglia (finalmente) anche. E cerchiamo di essere fiduciosi, noi tifosi che siamo il motore dell'Inter perché la sosteniamo e perché abbiamo il sangue nerazzurro.

Ultimamente in troppi hanno perso fiducia, vuoi per l'immobilismo della società, vuoi per le prestazioni sul campo della squadra e per i conseguenti flop. Fisiologico avanzare delle obiezioni. Ma non esageriamo, adesso l'aria è diversa, più pulita, fresca. Iniziamo con ottimismo questa stagione, con tanto amore per l'Inter, lo stesso che Strama ha chiesto di infondere, dall'Indonesia, a Moratti, nei confronti della sua squadra. E se non bastassero i buoni propositi, prendiamo esempio dalla gente indonesiana, che ha avvolto di entusiasmo e calore la nostra Inter, fregandosene dei recenti risultati. Per loro Zanetti è un eroe, non un 39enne in fase calante. Per loro Cambiasso è un leader, non un calciatore sul viale del tramonto. Per loro Pazzini è un super attaccante, non una pessima controfigura di quello che fu. Lì sì che amano incondizionatamente l'Inter, a prescindere dai risultati. Jakarta è stato l'ombelico del mondo (nerazzurro), facciamoci trascinare anche qui.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 29 maggio 2012 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino
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