E' disponibile da oggi su Netflix 'Mourinho', il documentario dedicato alla carriera dello Special One. Una carriera costellata di successi in diversi Paesi, compresa l'Italia, dove in due stagioni alla guida dell'Inter l'allenatore portoghese ha vinto tutto. Nel 2010, i nerazzurri riuscirono a centrare uno storico Triplete, superando l'ostacolo più difficile nella famosa semifinale di ritorno di Champions League del Camp Nou, contro il Barcellona: "Se dovessi scegliere l'intervallo più denso di emozioni, sceglierei quello - ammette Mou -. Parlai delle nostre famiglie, dei nostri figli, dei tifosi interisti, della storia, del fatto di diventare leggende. Parlai col cuore. Vidi i ragazzi tornare in campo con le lacrime agli occhi. Non si trattava di una partita, ma di resistere a una guerra, a un assedio. Il calcio è tribale. Si soffre e si dà tutto. Quando segnarono pensai: "E' finita'. Vincere quella partita fu come vincere la Champions, fu la sconfitta più bella della mia carriera. Era un'Inter incredibile, fatta di ragazzi speciali. Non mi sono mai divertito tanto come con quel gruppo. Ma dopo la partita fu complesso. Stavo per andarmene". 

Durante quella partita, Mourinho si avvicinò a Pep Guardiola, che stava parlando con Zlatan Ibrahimovic, per sussurrargli qualcosa all'orecchio: "Cosa gli dissi? Vincere così, in superiorità numerica, è facile. Ma non vincerete".

Parlando di Ibra, giocatore che lasciò l'Inter per approdare proprio al Barça per vincere la Champions, Mourinho ha aggiunto: "Vedere il nostro miglior giocatore andare al Barcellona fu terribile, un mio collaboratore si mise a piangere dicendomi: "Senza di lui, siamo morti'". 

Dopo quell'impresa, Mou approdò al Real Madrid, con cui aveva già un accordo verbale: "Mi amavano tutti all'Inter: società, tifosi, giocatori. Non avrei potuto chiedere di meglio. Ma volevo andarmene, volevo vincere in altri Paesi. Nella mia mente pensavo: 'Vinci la finale e vai'. Sono scappato dalle mie emozioni: se fossi salito su quell’aereo (per Milano, ndr), sarei rimasto nerazzurro e non volevo perché avevo deciso. Il lavoro all’Inter era finito. Dopo la partita, ho deciso di restare a Madrid perché non ce la facevo", il suo ricordo. 

Sezione: Copertina / Data: Mar 11 agosto 2026 alle 13:10
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.