Gianfelice Facchetti, figlio della bandiera neroazzurra Giacinto, che con Gigi Riva ha condiviso più di cento partite in azzurro e una grande amicizia e stima, ricorda all'AGI la figura di Rombo di Tuono e il rapporto con il padre: “Non potrò mai dimenticare il suo affetto e il suo calore nell’esporsi in difesa di mio padre ai tempi dello scandalo di Calciopoli del 2006, in un periodo in cui era piuttosto bersagliato". Ai tempi Riva ricopriva il ruolo di Capo Delegazione della Nazionale Italiana, “lui era solito non esporsi mai nè usare parole di troppo, ma quella volta fece un gran rumore, fu il sostenitore più appassionato di mio padre". Con la maglia dell'Italia, Riva è stato l’attaccante più prolifico di sempre, con 35 gol segnati in 42 presenze.

Facchetti junior si scaglia duramente anche contro i fischi sentiti all'Al-Awwal Stadium nel corso del minuto di silenzio in suo onore: "E' stato vergognoso assistere ad una semifinale tra Napoli e Fiorentina in uno stadio con 9000 spettatori che non sapevano nemmeno cosa stessero guardando (magari perché qualcuno ha pagato per loro il biglietto per entrare) e cori registrati, solo per denaro. Mi sembra uno scenario avvilente per il calcio italiano. Ed è ancora più imbarazzante ricordare un mito assoluto del calcio, senza prevedere che questa commemorazione non è contemplata dalla cultura araba, e senza averne dunque il controllo, lasciando che questo momento venga ricoperto da fischi assordanti. Per giunta con un precedente avvenuto solo qualche settimana fa in occasione della morte di Backenbauer, fischiato allo stesso modo. Questo dilettantismo è inaccettabile. Così come lo è che nessuno metta la faccia chiedendo scusa e rivedendo le scelte adottate finora e cercare altre soluzioni per raggiungere gli stessi obbiettivi. Questo sarebbe stato un colpo di scena molto apprezzato. Se il minuto di silenzio per ricordare delle leggende deve diventare un teatrino penoso tra chi non rispetta questo momento, una sorta di drive in in cui si gioca a pallone, che si abolisca piuttosto, lasciamo stare le cose serie, mettiamole da un’altra parte”.

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Sezione: Copertina / Data: Mer 24 gennaio 2024 alle 15:22
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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