Dopo il secondo derby stagionale perso, l'Inter è chiamata alla reazione immediata con un altro ostico avversario: l'Atalanta di Raffaele Palladino che, a sua volta, viene dal pesante verdetto della New Balance Arena dell'infrasettimanale europeo contro il Bayern Monaco che appesantisce un bilancio che tiene già conto di un periodo carente di vittorie: l'ultima risale al successo casalingo ottenuto contro i campioni d'Italia in carica del Napoli. Motivazioni, da una parte e dall'altra che gettano le basi per uno scontro che non prevede sbagli, quantomeno nell'approccio, e cali di tensione e mentalità. Cristian Chivu dovrà fare a meno ancora una volta di Lautaro Martinez, assenza già nota alla quale si aggiunge quella di Calhanoglu, vittima ancora di un risentimento che lo ha mandato ai box, e di Bastoni, presente in panchina ma difficilmente arruolabile contro la sua ex squadra. A protezione di Sommer, l'allenatore romeno schiera il trio Bisseck, Akanji, Carlos Augusto, davanti al trio di difesa, il quintetto schierato è ancora orfano del regista turco ma ritrova dall'inizio Denzel Dumfries, speculare a super Dimash, a completamento di un assemblaggio centrale che vede Zielinski, incastonato tra Barella e Sucic, dietro il tandem d'attacco Esposito-Thuram.
PRIMO TEMPO - Nessuno dei due, tantomeno Bonny, è riuscito fin qui a non far sentire la mancanza di capitan Lautaro che da quando è stato costretto all'abbandono forzato della nave ha tolto ai suoi gol, grinta e certezze. Non oggi però, dove in una Milano risvegliatasi gelida dopo l'accenno di primavera con il quale ci aveva illusi ieri, l'attaccante col 94 sulle spalle torna a sfoderare i muscoli e a far esplodere un movimentato Meazza che a metà primo tempo ha sventolato fiero uno striscione di supporto al 95 nerazzurro, corredato da cori: "Alessandro Bastoni orgoglio nostro". I primi cinque minuti di match scorrono nel caos tattico di entrambe le compagini che trascorrono i primi giri d'orologio in fase di studio del dirimpettaio. Al 5' è Dimarco a rompere il ghiaccio e su cross perfetto di Barella, che dalla destra mette un traversone lungo a cercare l'esterno sinistro, fa rabbrividire Carnesecchi che può sospirare un attimo dopo vedendo il pallone scivolare sul fondo. Poco dopo arriva la reazione dell'Atalanta, protagonista all'11esimo con Gianluca Scamacca dell'unico vero squillo verso Sommer, che con un triplo intervento, goffo, ma efficace, tiene in piedi i padroni di casa. La svolta arriva al 26esimo con Pio che spezza il tabù e il digiuno e spacca un match con un diagonale di potenza che non lascia scampo a Carnesecchi. Digiuno spezzato anche da Nicolò Barella che finalmente torna a dirigere traffico, idee e palloni e serve un assist che mancava da un pezzo. Vane le proteste dell'Atalanta per un tocco su Kolasinac, l'arbitro lascia correre e il VAR conferma la decisione. Un minuto dopo i padroni di casa ci riprovano con Dimarco che disegna un diagonale rasoterra che taglia tutta l'area ma finisce sul fondo. Al 38esimo Thuram tenta con una zampata a risolvere nel bel mezzo di un mischione in area, ma non colpisce bene e il pallone è di facile presa per Carnesecchi. Manganiello qualche minuto dopo ne concede uno aggiuntivo prima di mandare tutti a bere un the caldo che oggi serve e come.
SECONDO TEMPO - La ripresa parte con un'Atalanta leggermente più sfacciata che guadagna nei primi dieci minuti centimetri e qualche corner che però i ragazzi di Palladino non riescono a capitalizzare neppure con le forze nuove con Ederson e Krstovic per Samardzic e Scamacca. La prima grande occasione per l'Inter arriva al 58esimo con Yann Bisseck che manda al bar un difensore avversario e praticamente a tu per tu con Carnesecchi decide di darla indietro a cercare il compagno in arrivo a rimorchio, vanificando di fatto una chance ghiottissima. Altrettanto accade poco dopo con un clamoroso tentativo di Thuram che calcia ma trova la decisa respinta di Carnesecchi che cala la saracinesca contro il francese. Il Tikus rimanda ancora l'appuntamento al gol e altrettanto si divora tre minuti dopo Dumfries, arrivato in gran corsa sul cross di Mkhitaryan, ma ad un passo dalla porta l'olandese colpisce male e rischia di finire lui in rete, ma non la palla che finisce al primo verde. Chivu cambia ancora e Federico Dimarco e Pio Esposito lasciano il posto a Luis Henrique e Bonny, mossa volta a premiare Thuram, lasciato in campo al netto di una prestazione che avrebbe meritato il cambio, ma non Chivu. Il tecnico di Resita non viene ripagato con la stessa moneta e il tempo concesso al francese non dà i frutti sperati e al 75esimo il Tikus vanifica ancora una gran bella giocata di Bonny che punta l'uomo, se ne libera, e mette in mezzo servendo il 9 di casa che colpisce e manda a lato. Al 76esimo c'è spazio anche per De Ketelaere per De Roon della Dea, e anche per Davide Frattesi, subentrato a Nicolò Barella, uscito tra gli applausi di un San Siro finalmente sinceramente soddisfatto. Esce anche Akanji a favore di De Vrij e finisce così i suoi slot Cristian Chivu che all'80esimo ha esaurito i cambi e le soluzioni di gestione di una gara fin qui ben orchestrata dai suoi, bravi a condurre il filo discorsivo della gara, scandendo ritmi ed energie, queste ben centellinate nel corso dei novanta e rotti minuti che l'Inter ha ben maneggiato a suo favore. Almeno fino all'83esimo quando a prendersi la scena è la Marotta League.
MAROTTA LEAGUE - Sgroppata verso la porta di Sommer di Sulemana che spinge a terra Dumfries, bravo a recuperare e a mettersi davanti col corpo ma non a reggersi in piedi, il calciatore della Dea tira, Sommer respinge ma trova Krstovic, perfettamente posizionato che deve solo calciare e trovare il gol del pari senza difficoltà. Il Meazza esplode contro Manganiello, i nerazzurri in campo idem ma Gariglio e Chiffi al VAR ritengono regolare il gol e lo convalidano, tra gli assordanti fischi di San Siro. Il segnale della Marotta League però non ha ancora dato segnali di massima trasmissione e l'apice lo raggiunge all'87esimo quando Frattesi viene atterrato davanti a Carnesecchi da Scalvini e Manganiello, lì davanti, non interviene e al contrario sanziona fallo di Dumfries su Ederson. Le immagini non sembrano lasciare dubbi, le decisioni arbitrali sì. Finisce 1-1 il match tra nerazzurre che dividono la torta e regalano nuove polemiche sulle quali banchettare.
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