Pochissime sorprese nei due undici di Juventus e Inter che si sfidano all'Allianz Stadium per il derby d'Italia numero 241 della sua storia. Per rincorrere la Champions Pirlo si affida al solito 4-4-2 ma lascia fuori sia Dybala che Morata scegliendo Kulusevski in attacco nel tandem con Cristiano Ronaldo. In difesa Chiellini è preferito a Demiral per affiancare De Ligt, mentre sulle ali agiscono Cuadrado e Chiesa. Nell'Inter Conte dimentica il turnover e vara il 3-5-2 de gala: difesa titolarissima con Skriniar, De Vrij e Bastoni, in mediana spazio a Barella, Brozovic ed Eriksen con Darmian lanciato al posto di Perisic sulla sinistra e Hakimi sul binario di destra. Davanti, ovviamente, c'è la Lu-La.
I primi minuti vedono subito una Juve intenta a fare la partita e l'Inter più attendista. I bianconeri si affidano alle sponde di Ronaldo e Kulusevski che si abbassano tentando di aprire varchi per gli inserimenti dei compagni, la squadra di Conte, che difende dietro la linea del centrocampo, si limita a chiudere ogni linea di passaggio. La prima occasione per i padroni di casa arriva all'11', con Skriniar che mura in calcio d'angolo il colpo di testa di Kulusevski, mentre sugli sviluppi del corner è Chiesa a sparare direttamente in curva. Dopo un inizio di studio l'Inter sembra guadagnare campo anche grazie a Lukaku che fa a sportellate con Chiellini e Rabiot, quest'ultimo il play-maker dei bianconeri che tornano a costruire gioco con fitte reti di scambi sulla trequarti ma senza creare pericoli reali verso Handanovic. Al 20' il primo giallo del match per Bentantur che ostacola la ripartenza rapida nerazzurra commettendo fallo su Lautaro, un minuto dopo la svolta cha stappa il match con Calvarese richiamato al VAR per una trattenuta di Darmian su Chiellini in area: ammonito anche l'esterno e vantaggio Juve con CR7 che realizza in tap-in dopo il rigore respinto centralmente da Handanovic. L'episodio si ripete a parti invertite anche al 35': Calvarese rivede al monitor il pestone di De Ligt su Lautaro e concede il penalty trasformato senza problemi da Lukaku.
Il pareggio in ottica Champions va stretto alla Juve, mentre l'Inter non ha la stessa grinta, così il copione rimane quello della prima parte di match: la squadra di Pirlo pressa alta e prova a sfondare con gli inserimenti dei suoi centrocampisti, l'Inter difende senza grossi affanni e continua a non concedere grandi opportunità a Ronaldo e compagni, che continuano a tenere in mano il pallino del gioco nella metà campo dei rivali. In chiusura di primo tempo Rabiot sale di testa sul cross di Cuadrado ma è facile la parata di Handanovic. E proprio all'ultimo secondo un rimpallo fortuito regala al colombiano la chance per colpire con il destro da fuori, il tiro trova la deviazione sfortunata di Eriksen e si insacca all'angolino. Conte prova il cambio di rotta e opta per la prima mossa all'intervallo: fuori Darmian ammonito, dentro Perisic con licenza di offendere a sinistra. E al 47' è proprio il croato a mandare in affanno la difesa dei bianconeri con Danilo che anticipa addirittura l'uscita di Szczesny fuori dall'area e Chiellini a metterci una pezza. L'Inter ha un'altra verve e lo conferma al 51': Eriksen serve in area Lautaro che si sposta la palla sul destro e prova la conclusione a giro che sorvola di pochissimo la traversa.
Sale anche la linea di pressing dei nerazzurri che adesso gestiscono il possesso e chiudono la Juve nella propria metà campo. E il match sembra definitivamente girare a favore della squadra di Conte al 55': fallo ingenuo su Lukaku di Bentancur che si becca il secondo giallo e lascia i compagni in inferiorità numerica. Pirlo quindi corre ai ripari e inserisce a centrocampo McKennie al posto di Kulusevski, il peso dell'attacco è ora tutto sulle spalle di CR7, che al 70' viene richiamato in panchina per dare spazio a Morata, mentre Demiral sostituisce Chiesa: il turco gioca terzino a destra con Danilo che sale a infoltire il centrocampo. Conte invece si gioca la carta Sensi al posto di Eriksen. In area bianconera De Ligt è decisivo con l'anticipo su Lautaro che in ritardo commette anche fallo e viene ammonito. Si entra nell'ultimo quarto d'ora con la Juve che continua a difendere in nove uomini e l'Inter pazientemente alla ricerca di una chance che non arriva a causa di una manovra troppo lenta e facilmente leggibile (nel frattempo anche Bastoni finisce sul taccuino dell'arbitro per il fallo in ritardo su Cuadrado).
All'80' entra Vecino al posto del numero 95 per un'Inter quindi iper-offensiva: De Vrij fa da ultimo uomo, l'uruguagio neo-entrato, Sensi e Barella gli assaltatori in area con Perisic e Hakimi a sfornare cross dalle rispettive corsie. E proprio dal lancio di Perisic stacca l'uruguagio che però trova in risposta l'ottimo riflesso di Szczesny. Nell'azione successiva, sul cross di Barella Chiellini mette dentro la propria porta con Calvarese che ravvisa un fallo di Lukaku sul capitano bianconero, ma anche questa volta è decisiva la rivisitazione al VAR: il fischietto abruzzese si corregge, vede la trattenuta del difensore e dà buono il 2-2 ai nerazzurri, all'87' però sbaglia la lettura sul tuffo in area di Cuadrado dopo contatto con Perisic e concede il secondo rigore alla Juve: ignorato stavolta il VAR, così il colombiano firma il tris dal dischetto. Nel finale fioccano il giallo per lo stesso Cuadrado e il doppio cartellino per Brozovic prima per proteste e poi per tackle in ritardo ai danni del numero 16 della Juve. Si chiude senza ulteriori sussulti una gara dai due volti, caotica a causa delle scelte confuse di Calvarese, forse troppo importante per la Juve e meno per l'Inter. La sensazione è che con un obiettivo ancora in ballo anche per la squadra di Conte (e con un fischietto più in forma a dirigere) avremmo assistito a un altro match.
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Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri
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