"Egregi buonasera, leggo adesso della cacciata di tifosi dalla curva in occasione della notizia dell’assassinio di un rappresentante di rilievo della CN. Tanto che la società è portata a pensare ad un risarcimento… Ora, per quanto la CN è per noi sempre stata un riferimento, se è vero che tifosi sono stati costretti con la forza, cioè minaccia…, a lasciare il proprio posto non è necessaria la società ma la magistratura! È bene in certi casi chiamare le cose con il proprio nome: isterico squadrismo! Non è concepibile un’azione del genere, in più davanti ad una morte violenta. È invece INDISPENSABILE che chi deve agisca e i responsabili siano puniti!".
Dino
"Saluti,in questo momento ho trovato molto e sottolineo molto sbagliato il comportamento avuto da chi si è permesso di allontanare i tifosi a partita in corso per un loro motivo,a mio modo di vedere,molto personale,non sono qui a fare il giudice,il maestro moralista o l "acculturato"di turno che indica le vie virtuose da percorrere,dico solo che se ieri sera fossi stato li,anche se ho 60 anni e ho sempre odiato andare alle mani,sicuramente mi sarei tranquillamente azzuffato,perché pur apprezzando gli sforzi e le incredibili coreografie della Nord non avrei accettato il fatto di non poter seguire e tifare i miei colori,il tifo non è un monopolio,non ha padroni,e il fatto accaduto ieri sera è paradossale,chi predica amore per la "sua" squadra non può impedire di tifarla,è contraddittorio al massimo e nessun fatto o motivo può giustificarlo,spero che la Nord ci rifletta sopra,la nostra Inter non merita che gli tolga il sostegno,anzi...".
Gianluca
"Gentile Redazione, retaggio non richiesto di un soggetto elvetico a dir poco controverso (eufemismo!), 'sti mondiali in Qatar ne stanno sfornando di danni collaterali... Ad esempio: vita dura per i giornalisti sportivi, ma mica solo per loro. Tale categoria professionale non soltanto deve ordinariamente barcamenarsi, chessó, tra la ricerca dell'annuncio in esclusiva di un colpo di mercato di chicchessia ed il dovere di cronaca sull'ennesima (indagata) plusvalenza juventina o sul suo sempre penultimo ricorso per Calciopoli... A proposito, ormai s'è perso il conto: son di più gli scudetti vantati da quei figuri o i loro ricorsi in tribunale ritenuti inammissibili? Boh! Tornando al punto, la suddetta categoria - avendo perso la bussola astronomica - si è spinta fino ad etichettare un mondiale di calcio asiatico come invernale anziché indubitabilmente con sviluppo autunnale (calendarizzato infatti dal 20 novembre al 18 dicembre). Poi è difficile smentire la diceria che non esisterebbero più le MEZZE stagioni se dei "periodisti" nostrani - specie quelli di sponda juventina - giungono a confondere un EQUInozio (autunnale) con la vantata EQUItá (contabile) di una società a strisce bianche e nere sempre ai limiti della legalità. Così come è altrettanto facile sostenere, invece, che - per via dei "MEZZI" risultati - Milano ora sia perfettamente "limitrofa" a Montpellier. Ma mica sulla cartina! Con buona pace dei geografi, la Montpellier pallonara della Ligue 1 francese c'azzeccherebbe con quella della Milano sponda nerazzurra solo per il fatto che le 2 squadre hanno in comune una semplice coincidenza statistica: risultano le uniche 2 fra quelle dei 5 principali campionati nazionali in Europa a non aver ancora pareggiato una partita. Fiuuu!!! Un bel sospiro di sollievo... Come riportato nottetempo solo qualche giorno fa dal Vs. sito, "L'Inter non pareggia da 20 partite di Serie A (ora diventate 21, nda): si tratta della striscia più lunga nella competizione dall'inizio degli anni '40 (23 in quell'occasione): l'ultima squadra ad aver registrato 21 gare senza segni X nella competizione è stata la Lazio, (...) proprio con Simone Inzaghi in panchina" (nel 2021, nda). Purtroppo è risaputo: quando la legge dei grandi numeri tende i suoi agguati statistici, è difficile sottrarsene. Si confida, però, che le ambizioni professionali di Inzaghi siano tali da contemplare non solo quella di continuare una striscia di mancate sconfitte che, in assenza appunto di pareggi, non potrebbero che configurarsi in sole vittorie. Ma pure di aggiungere trofei in bacheca ancora più prestigiosi di quelli già conferiti... Alla vigilia di Inter-Samp gli scongiuri erano dunque rivolti al fatto che la variante calcistica della legge di Murphy si potesse accontentare di sfatare qualche tabù di natura diversa dal pareggio. Tipo quello che individuava nella Sampdoria una delle 2 squadre (l'altra è l'Udinese) a non aver ancora subito un gol di testa in Serie A. E chi meglio dei nerazzurri - primatisti in questa speciale graduatoria negli ultimi 3 campionati (20 gol di testa nel torneo 2019-20 con 10 marcatori diversi; 14 con 8 nel 2020-21 - come la Juve - e 19 con 8 nel 2021-22), ma stranamente attardati, con appena 2 reti (ora diventate 3) nella stagione in corso - sopravanzati, infatti, da Napoli, Roma, Juve e Lazio - si sarebbe potuto adoperare per colmare questa evidente "lacuna" statistica? Detto, fatto. Solito cross al bacio da corner di Calhanoglu e colpo di testa vincente di De Vrij. Per il resto la gara contro la Samp ha sancito che, grazie anche ad un Barella sempre più continuo e prolifico, l'Inter è davvero tornata a proporre un calcio non solo redditizio in termini di punti (con la 4a vittoria consecutiva in campionato), ma pure piacevole. E, detto onestamente, nessuno ora vorrebbe trovarsi nei panni di Inzaghi che dovrà a breve gestire come "problema" di abbondanza il tanto auspicato rientro di Brozovic. Adesso, però, sotto col Bayern. Ci sarà da difendere il ritrovato prestigio europeo così come l'esigenza di non sporcare il bilancio degli scontri diretti dei nerazzurri contro i bavaresi, ancora "vergini" di sconfitte in casa loro. Allora: Hals- und Beinbruck Inter! (In bocca al lupo Inter!). A proposito: quelli di Mediaset hanno fatto un regalo inaspettato a tutta l'utenza nerazzurra cambiando all'ultimo il palinsesto del loro martedì di CL con la proposta di Bayern-Inter anziché dell'inizialmente programmata Liverpool-Napoli che, a differenza del girone C, ha ancora in ballo il primato in classifica. Chissà quali logiche perverse hanno determinato questa anomala decisione: certo, se fossi un appassionato partenopeo, mi sarei inca**ato come una jena. Mi viene solo da pensare che i vertici di quella rete vogliano (tentare di) sanare la (im)par condicio dell'anno scorso quando Inter ed Atalanta risultarono totalmente oscurate nelle gare dei gironi eliminatori e quelle 6 partite da trasmettere in chiaro finirono equamente suddivise fra Milan e Juve. Roba da manuale Cencelli in politica...".
Orlando
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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