Era stata La Gazzetta dello Sport a dare ieri l'allarme riguardo ai rischi in vista di Euro 2032: o si va spediti col nuovo San Siro oppure Milano rischia di rimanere fuori dalle città coinvolte. Una prospettiva che in città non vuole nessuno, tanto meno i due club principali.

Per questo Milan e Inter vanno "spediti alla meta. Se sono pari a zero - si legge - le possibilità che il vecchio Meazza entri nel lotto dei cinque stadi italiani per la manifestazione, altra cosa è lo stadio rossonerazzurro che sarà: sarebbe il gioiello principale da esibire in un evento tanto atteso. Sempre a patto che si rispetti il rigido cronoprogramma steso ormai in ogni dettaglio e che prevede la consegna dello stadio chiavi in mano nell'estate del 2031, a dodici mesi dal primo fischio della prima partita. È uno degli obblighi richiesti, assieme alla definizione della parte amministrativa e della copertura finanziaria entro l'inizio di ottobre e la cantierizzazione dei lavori entro il marzo del 2027".

La rosea ricorda le prossime tappe. "Entro l'1 ottobre la Figc dovrà, infatti, indicare alla Uefa le cinque città del Bel Paese (con alcune possibili riserve) scelte e i relativi stadi candidati. Secondo i passi del cronoprogramma bisognerà già prestare attenzione ai movimenti di fine estate: tra agosto e settembre è atteso l'esito dei ricorsi pendenti davanti al Tar Lombardia contro la vendita dello stadio per 197 milioni di euro ai club. A fine anno, poi, si proseguirà coi le procedure di bonifica e con la presentazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, il "PFTE", per arrivare tra la primavera e l'estate del 2027 all'iter autorizzativo del progetto, con l'approvazione finale del Piano Attuativo. Le ruspe dovrebbero iniziare a muoversi vorticosamente dal 2028 per tre anni di fila, fino a completamento dei lavori e giusto in tempo per la scadenza Uefa. Dal 2032, invece, la fase successiva: la trasformazione dell'area dell'attuale stadio, a partire dalla demolizione del vecchio caro Meazza".

Sezione: Rassegna / Data: Mer 12 agosto 2026 alle 12:00
Autore: Antonio Di Chiara
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