Cristian Chivu torna a casa con l'umore ballerino: da un lato nei prossimi giorni potrà sognare tranquillo dopo i 6 gol dell’Inter inflitti al Pisa, dall’altro avrà da pensare a quell'avvio "sorprendentemente lento", e alle fatiche innegabili d'inizio partita che il turnover (?) può aver provocato. "Il bicchiere, alla fine, è comunque pieno. E non solo a metà", come ha sottolineato lo stesso tecnico romeno ai microfoni nel post-gara che parla di un solo rammarico: quello di non aver segnato il quarto gol prima.

Se parliamo di responsabilità, l'argomento "tocca direttamente Sommer, ieri colpevole dell’errore grave grazie a cui il Pisa ha sbloccato", ma quando nel post partita Chivu viene sollecitato sulla questione, il tecnico nerazzurro difende meglio di quando indossava il caschetto e s'improvvisa portiere, parando tutto: "Colpa mia perché certe richieste al portiere le faccio io". Stesso copione recitato poco dopo su Luis Henrique, anche lui non brillante e non a caso sostituito poco dopo la mezz'ora, mossa spiegata da Chivu che ha sottolineato come sia stata dettata da una lettura "per l’attacco alla linea e la qualità dei cross quando il Pisa difendeva basso. Luis lo difendo perché è un nostro patrimonio, per quello che ha fatto vedere negli ultimi mesi nonostante le etichette e il rumore attorno a lui. Molti dei nostri tifosi sono un po’ condizionati da quello che leggono. Non gli perdonano niente e non è giusto: bisogna sostenerlo, non fischiarlo al primo errore".

Sezione: Rassegna / Data: Sab 24 gennaio 2026 alle 10:15
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi