"Complimenti, ragazzo". Questa la frase che Massimiliano Allegri sussurra all'orecchio a Cristian Chivu prima del derby di Milano di domenica sera, uno dei tanti retroscena che trovano posto nell'episodio di 'Bordocam' su DAZN. Si passa, poi, in mezzo al campo per il lancio della monetina: Doveri chiede a Barella: 'Coppa o Serie A?". Il nerazzurro, capitano per l'occasione, sceglie lo 'scudetto' davanti a Mike Maignan, sperando sia di buon auspicio. 

La partita inizia e la prima raccomandazione alla squadra di Chivu ha un nome: "Pio". Come a suggerire di appoggiarsi sul giovane attaccante italiano. La prima occasione è rossonera, con Luka Modric che grazia Yann Sommer dopo l'errore in costruzione dello svizzero. Max Allegri non fa una piega in panchina, mentre sugli spalti i tifosi rossoneri non rimangono indifferenti ogni volta che Alessandro Bastoni tocca la palla e lo ricoprono di fischi. Tornando al campo e alla tattica, Allegri anticipa alla sua panchina la mossa che deciderà la partita: parlando con Bernardo Corradi, suo collaboratore, il tecnico livornese dice che Pervis Estupinan deve passare davanti a Luis Henrique "perché non lo prende". La partita non è spettacolare, gli errori tecnici non si contano, così i due tecnici provano a fare qualche correzione: Allegri si affida a Modric e Rabiot chiedendo loro di giocare meglio la palla, Chivu si rivolge a Pio dicendogli di usare i muscoli. Poco dopo la mezzora la gara si accende all'improvviso: approfittando di un Rabiot fuori posizione, dolorante per il colpo al ginocchio subito da Piotr Zielinski, l'Inter va dritta in porta con Henrikh Mkhitaryan che, sul più bello, calcia addosso a Maignan. Barella si mette le mani nei capelli, in panchina Darmian, incredulo, si chiede se il portiere francese l'abbia parata di petto, mentre Chivu e Kolarov vanno a rivedere l'azione. Neanche il tempo per disperarsi che l'Inter viene trafitta al cuore dopo una bella azione dei cugini che vanno a segno con Estupinan. Un gol che Chivu commenta dicendo qualcosa tra sé e sé in romeno. Dall'altra parte, Allegri, ovviamente, se la ride di gusto. Il primo tempo si chiude con il Milan che ha la possibilità di raddoppiare in due-tre circostanze, ma Youssuf Fofana fa sempre la scelta sbagliata. E Allegri lo sottolinea: "Se la dà in mezzo, facciamo gol a porta vuota". 

Nella ripresa, qualcosa cambia nel copione della stracittadina: il Milan aspetta basso per poi ripartire veloce. Lo fa con Pulisic, ma Leao spreca per la disperazione del suo allenatore. L'Inter fa la partita ma con molte imprecisioni, così Chivu chiede di aggirare l'avversario e mettere in area cross per Pio. La più grande chance arriva proprio da una palla messa in area da Barella che Dimarco alza malamente sopra la traversa dopo la sponda di Mkhitaryan. La reazione della panchina nerazzurra è di incredulità mista a rabbia, quella di Pepo Martinez che calcia un tabellone pubblicitario. Il Milan, salvo qualche rara folata, non esce più dalla sua metà campo. L'Inter continua a mettere cross in area, uno finisce vicino al braccio di Alexis Saelemaekers con Chivu che reclama un rigore. E' lo stesso belga a chiarire la dinamica a Chivu: "L'ho presa qui (indicando la spalla, ndr), te lo giuro". "Sicuro?", risponde l'ex Parma. Poi i due si danno il cinque. La partita cambia ancora: Bastoni, dopo un contrasto con Rabiot in cui commette fallo da ammonizione, alza bandiera bianca per una botta alla tibia che non gli permette più di correre. Dimarco, vicino alla linea laterale, dice sarcastico a qualcuno: "Vuoi il rosso?". Dopo il cambio forzato Bastoni-Carlos Augusto, Chivu opta per la sostituzione tattica mandando in campo Andy Diouf a cui Cecchi recapita un foglietto da passare a Manuel Akanji. Il tempo scorre inesorabile, ogni secondo è prezioso per l'Inter alla ricerca del pari: quando Pavlovic finisce a terra in area, Chivu lancia in aria la bottiglietta. Prima di dare nuove indicazioni a Bonny: "gioca in linea con Pio, 1-2", dove l'uno è Frattesi, trequartista.. Allegri soffre ma prova a mascherarlo sorridendo verso la panchina: "E' ancora lunga". In mezzo alle panchine, il quarto uomo Marchetti deve tenere a bada le proteste di Kolarov e Lautaro e fa espellere Folletti, preparatore atletico del Milan. 

Nel recupero, ci sono tre lamentele dell'Inter: il primo dopo un contatto tra Pio Esposito e De Winter in area. Arrivano tre corner di fila per i nerazzurri, il secondo dei quali Allegri lo vive in ginocchio. Al 93' la palla finisce alle spalle di Maignan ma Doveri aveva fermato il gioco in precedenza. Dumfries si mette le mani in faccia, l'arbitro cerca di chiarire la situazione: "Ho fischiato un'ora prima". Intanto, Allegri ripete più volte il nome di Odogu, facendo intendere di volerlo buttare nella mischia per gli ultimissimi minuti. Sulla panchina interista, Nicolò Barella non trova pace per l'episodio appena andato in scena: "E' follia", dice il centrocampista sardo. Gli fa eco Alessandro Bastoni: "Cosa ha fischiato?". Stessa frase che usa Lautaro Martinez. C'è ancora spazio per una polemica arbitrale dopo il tocco di braccio di Samuele Ricci nell'area rossonera, che fa scattare in piedi tutta la panchina dell'Inter. L'ultimo pallone della partita viene mandato fuori da Manuel Akanji. Ma Pio Esposito insiste e vuole il rigore: "E' mano". Doveri gli spiega che 'è attaccata' mimando l'azione di Ricci. Per poi allontanare i giocatori e staff dell'Inter che lo accerchiano dopo il triplice fischio: "Non venite, tre secondi e vi caccio fuori". Passa di lì Niclas Fullkrug che subisce una spintarella da Lautaro, nervoso. Doveri, spazientito, dice a Barella. "Andate via". 

Sezione: Focus / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 16:27
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
vedi letture
Mattia Zangari
autore
Mattia Zangari
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.