Il momento delicato per i club calcistici potrebbe essere lenito dal 'Decreto agosto' del Governo Conte, con una norma che autorizza a incrementare il valore contabile degli asset, creando una speciale riserva del patrimonio netto che andrebbe a rafforzarne la struttura. Come spiega il Corriere dello Sport, lo spirito della norma è proteggere imprese sane (ma colpite dalla congiuntura) da scossoni temporanei che subirebbero per difficoltà dei loro azionisti. "Inevitabilmente si presterà però ad abbellire situazioni patrimoniali poco rassicuranti - si legge -. Molte imprese detengono importanti riserve di valore in brand poco (o mai) valorizzati nel bilancio, sebbene produttivi di valore economico e magari apprezzati dal mercato".

Con il riferimento al famoso 'salvacalcio', il Corsport specifica: "Sfruttando il decreto, alcuni potrebbero realizzare effetti simili alle plusvalenze senza spostare i giocatori, riallineando al presunto valore di mercato quelli che hanno in bilancio a valori molto bassi: Zaniolo, Milinkovic-Savic, Theo Hernandez, Vlahovic, Lautaro sono solo alcuni esempi possibili ma esiste, in generale, una differenza spesso importante tra il valore della rosa stimato da portali come Transfermarkt e quello iscritto sui libri contabili al netto dell’ammortamento. Unico obolo da pagare sarà un’imposta del 3% sul valore emerso, quindi molto ragionevole e pagabile a rate. La soluzione non va bene a tutti perché la Juventus, ad esempio, adotta i principi contabili internazionali (IFRS) che la vietano. Solo chi fa i bilanci secondo i principi contabili italiani può usufruirne, come chiarito da una circolare dell’OIC, l’Organismo Italiano di Contabilità".

"Ci sarebbe da lavorare sulla rosa, ma sgombriamo subito il campo da pericolose illusioni: soluzioni simili non risolverebbero il problema del calcio, che oggi è soprattutto finanziario, non contabile - spiega il CdS -. Abbellire i bilanci, quando le casse sono vuote, serve a poco. Inoltre, i club avrebbero quote di ammortamento più pesanti nei prossimi anni e dovrebbero “restituire” sotto forma di maggiori costi futuri quanto eventualmente rivalutato oggi. In pochi anni, data la breve vita residua dei contratti dei giocatori. Sarebbe solo un calcio alla lattina: l’ennesimo rinvio al futuro di perdite economiche, auspicando tempi migliori". 

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Sezione: Rassegna / Data: Mar 13 aprile 2021 alle 09:12 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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