Thomas Helveg è protagonista oggi di un'intervista a Tuttosport nella quale ripercorre la sua carriera tra UdineseMilan e Inter. Con un comune denominatore: la presenza in panchina di Zaccheroni. "L’ho incontrato a Udine, al momento giusto, quando avevo raggiunto la maturità, ero cresciuto non solo come giocatore. Avevo guadagnato esperienza. Da lui ho imparato tantissimo. Per me è stato un maestro. Il suo calcio aveva qualcosa di diverso, era meno prevedibile. Mi ha insegnato molto a livello tattico, come muovermi in campo. A Udine la squadra giocava a memoria, girava alla grande".

Non nasconde, Helveg, di aver voluto chiudere la carriera al Milan. "Mi sarebbe piaciuto, sarebbe stato un sogno. È la squadra dove ho giocato più tempo in Italia, dove ho vinto. Ma so di aver dato tutto per questa maglia. Poi sono stato costretto per regolamento ad andare dall’altra parte del Naviglio. Non mi sono mai sentito un traditore. La mia volontà è sempre stata quella di rimanere fedele al Milan. L’ho dimostrato, lo sapevano tutti, anche all’Inter. Non sono stato io a voler andar via ma è stata la società a deciderlo".

Eppure anche ad Appiano Gentile il rapporto con gli allenatori è stato buono. "Con Cuper mi sentivo accettato, voluto. Avevo la sua fiducia. Con il cambio di allenatore abbiamo capito che dovevamo dare qualcosa in più e siamo riusciti a salvare il campionato. Quando hanno mandato via Cuper ed è arrivato Zaccheroni mi è venuto da ridere. Ero contento. Non solo di ritrovare Alberto ma anche tutto il suo staff. Ricordo ancora il primo giorno alla Pinetina, il primo allenamento. Ho riso tantissimo in campo, sembrava non ci fossimo mai lasciati. Con molta sincerità devo dire che sono stato un giocatore fortunato ad avere due allenatori che credevano in me".

Sezione: Rassegna / Data: Gio 09 aprile 2020 alle 10:40
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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