Roberto Mancini è stato chiaro: primo, Yaya Touré. Poi tutto il resto. "Tra i due ci fu feeling vero nelle stagione dell’allenatore italiano a Manchester - sottolinea la Gazzetta dello Sport -. Mancio lo chiamava Yaya, come fosse uno di casa. Approdato al City nel 2010, l’ivoriano è l’architrave dei successi del club di Mansour. Come i gol di Aguero, forse di più. Anche lui segna molto: ieri ha raggiunto quota 50 in Premier.

In questa stagione, ha pagato il post-mondiale, le lune del Manchester City, le voci di mercato e qualche dramma in famiglia, come la morte di un fratello. Al conto, va aggiunta la coppa d’Africa. Non è un caso se il City, che a capodanno aveva affiancato in vetta alla classifica il Chelsea, è crollato a gennaio, quando Yaya è partito per la Guinea Equatoriale. L’addio di Yaya al club inglese è cominciato un anno fa quando si manifestarono i primi mal di pancia. la voglia di cambiare aria è diventata più forte strada facendo. Il desiderio ha trovato una sponda perfetta nel progetto di Roberto Mancini. L’Inter è la squadra giusta al momento giusto". 

Sezione: Rassegna / Data: Lun 18 maggio 2015 alle 09:12 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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