Fare il calciatore "no, non era vergogna" dice Marco Delvecchio ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ricordando che aveva nascostola sua professione alla sua ex moglie: "È vero, lo avevo nascosto alla mia ex moglie, ma perché non volevo che si avvicinasse a me solo perché ero un giocatore di Serie A.... dovevo capire se ci fosse altro".

Quando la conobbe era ancora il giovane attaccante su cui l’Inter stava costruendo il futuro. 
"Sì, la fiducia la sentivo. Mi avevano lanciato in Serie A e con Moratti mi sono sempre trovato benissimo. Due mesi prima di cedermi mi aveva detto che sarei diventato una bandiera dell’Inter. Poi arrivò lo scambio con Branca e finii alla Roma. Oggi posso solo ringraziare quella scelta".

Ad accoglierla nella Capitale c’è Carlo Mazzone. 
"Mazzone era un uomo spettacolare. Appena arrivato mi disse: “Davanti abbiamo due fenomeni, Balbo e Fonseca, e poi dietro c’è un ragazzino fortissimo che vuole giocare titolare. Tu ti ritaglierai il tuo spazio”. Quel ragazzino era Francesco. Io pensai: “E allora che sono venuto a fare?”. Poi le cose andarono diversamente"

Mazzone in un flash? 
"Un uomo forte, deciso, ma anche pieno di ironia. Ricordo l’ultima partita con lui, contro l’Inter. Entrò nello spogliatoio e disse: “Ragazzi, non avremo vinto nulla, però quanto ci siamo divertiti?”. Quello era Carlo".

Quando nel 1997 arriva Zeman, arrivano anche le critiche nei suoi confronti. 
"La Roma in realtà cercava un centravanti diverso, un bomber alla Balbo o alla Voeller. Io non ero quel tipo di attaccante e una parte della tifoseria me lo faceva pesare. Si arrivò a parlare di uno scambio con Trezeguet, ma alla fine non se ne fece nulla con il Monaco".

Da quei fischi nasce un’esultanza diventata iconica: le mani dietro le orecchie. 
"Comincia per sfida: volevo far capire che il mio lavoro lo stavo facendo. Poi, dopo un confronto con i tifosi a Trigoria, quel gesto cambiò significato. Non era più per sentire i fischi, ma l’esultanza della gente. È diventato il mio modo di celebrare la Roma".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 10:10
Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
vedi letture
Stefano Bertocchi
autore
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.