Il Corriere della Sera pubblica oggi un'indagine riguardante quelli che vengono definiti "i delicati equilibri della criminalità milanese dove ‘ndrangheta, cosa nostra, sacra corona e clan serbi s’intrecciano a quelli dei gruppi ultras di Milan e Inter. E che negli ultimi anni ha visto il monopolio assoluto dell’estrema destra con l’ascesa prima di Lealtà Azione e oggi di Casapound".

Per quanto riguarda la Curva Nord, i fatti dello scorso 26 dicembre a margine di Inter-Napoli e i relativi guai giudiziari di Marco Piovella e Nino Ciccarelli avrebbero portato a un cambio nei vertici. "Una discontinuità che, appunto, secondo la regola del cambiare tutto per non cambiare niente, ha portato in realtà a una restaurazione del vecchio direttivo interista - scrive il Corsera -. Tra i nomi di ritorno quello di Renato Bosetti, fondatore degli Old Fans, poi Ultras 1975, ma soprattutto nel frattempo diventato un esponente di primo piano di CasaPound a Milano. Ma nel nuovo-vecchio direttivo, oltre all’onnipresente Franchino Caravita (e al figlio Alessandro) c’è anche l’ombra pesante di un nome storico del tifo interista e della criminalità: Vittorio Boiocchi, 66 anni, condannato negli anni Novanta a 30 anni di carcere per narcotraffico e rapine in un’inchiesta che ha visto coinvolti anche i Fidanzati (cosa nostra), i fratelli Mannino e il narcos Salvatore Papandrea. Boiocchi è un nome pesantissimo nella curva nerazzurra. È stato capo dei Boys San, il gruppo più numeroso degli ultrà nerazzurri, ma anche vicino ai clan palermitani «Di Marco» e «Guzzardi» di Trezzano sul Naviglio. Negli anni Novanta viveva a Cesano Boscone ed era strettamente legato a Mario Pisu, detto Marco, (altro capo dei Boys, poi pentito) e allo stesso Ciccarelli. Si vocifera anche di rapporti con i Calaiò della Barona, a suo tempo vicini al leader dei Viking Juve Loris Grancini.

Resta comunque molto presente l'influenza politica nei gruppi al secondo verde del Meazza. "Sull’influenza di Boiocchi si parla molto negli ambienti del tifo nerazzurro. Soprattutto chi ha poco gradito la svolta verso l’ultradestra della Nord e la presenza di personaggi legati a doppio filo con la criminalità organizzata. Non che certi legami mancassero, visto il ruolo di un personaggio come «Mimmo hammer», al secolo Domenico Bosa, qualche guaio con la giustizia, ex capo degli Hammerskin milanesi e in rapporti (anche se mai indagato) con trafficanti serbi e italiani come il clan Flachi. Ma «Mimmo hammer» negli ultimi tempi sembra aver assunto una posizione marginale sugli spalti interisti. Sempre fortissima, invece, la componente di Lealtà Azione, già presente negli scontri di Santo Stefano con i napoletani. E da sempre anima nera delle manifestazioni neofasciste al Campo X del cimitero Maggiore organizzate dall’associazione «Memento» per i reduci della Rsi. E dei blitz dell’ultradestra avvenuti in questi anni in «sfida» alle disposizioni e ai divieti di Questura e Prefettura".

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Sezione: Rassegna / Data: Ven 26 Aprile 2019 alle 10:56
Autore: Mattia Todisco
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