Paolo Condò è protagonista oggi di un editoriale sul Corriere della Sera nel giorno dei sorteggi di Champions League per quel che riguarda la fase campionato. "Se le guerre del football vi sono venute a noia — di Billions abbiamo amato le prime stagioni, poi diventò ripetitivo — il copione della Champions contiene talmente tante storie da reggere comodamente i nove mesi che vanno da oggi alla finale".

Condò prova a riassumerle. "Florentino Perez richiama Mourinho al Real perché i fenomeni affastellati sono troppi — pure Diomandé a 135 milioni, mah — e non li puoi organizzare, solo comandare (e in questo nessuno vale José). Il Barcellona flirta con l’abisso debitorio ma intanto piazza Rodri al centro del villaggio, ottima guida per Yamal. E poi Luis Enrique che cerca al Psg il terzo titolo consecutivo con un georgiano, Kvara, candidato al Pallone d’oro pur non avendo giocato il Mondiale. Il Bayern del tridente meraviglioso Olise-Kane-Diaz. L’Arsenal che forse è il vero favorito dopo averrotto il ghiaccio con la Premier. Ma anche Valdas Dambrauskas, il tecnico lituano del Sabah azero — nulla insegna la geografia europea meglio della Champions — che ha studiato calcio in Inghilterra grazie ai soldi vinti a «Chi vuol esser milionario?». O Davide Ancelotti che avvia al Lille la sua carriera europea da «primo», dopo averfatto da secondo a cotanto padre. O magari un quartetto italiano che in qualche modo pare ben assortito: l’Inter che è forte, il Napoli che ha aggiunto il tocco europeo di Allegri, la Roma della filastrocca «da Dybala a Malen», il Como che ha in panchina il futuro tecnico di Barcellona e/o Arsenal. Avanti, forse c’è posto".

Sezione: Rassegna / Data: Gio 27 agosto 2026 alle 11:02
Autore: Antonio Di Chiara
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