Curriculum, età, tattica, mentalità, telefonate senza risposta e frecciate di varia natura, ma sempre bene indirizzate: Juventus-Inter, come per il match d'andata, sarà un derby anche per i rispettivi allenatori, Claudio Ranieri e Josè Mourinho. Una rivalità nata nel 2004, quando il magnate russo Abramovich decise, dopo un anno di esperienza con il tecnico romano, che la sua avventura quadriennale al Chelsea era ormai alla frutta. Non bastavano al nuovo proprietario dei Blues 107 vittorie in 199 partite ufficiali, ottenute senza i campionissimi arrivati successivamente. Troppo poco una semplice semifinale di Champions persa contro il Monaco, e un secondo posto in Premier League.

Ed ecco che Abramovich si affida al tenebroso e vincente portoghese, aprendo il portafoglio per regalargli una fuoriserie. Con il Chelsea Mourinho si toglie parecchie soddisfazioni, ma non c'entra mai il bersaglio grosso europeo che aveva fatto suo con il Porto, vale a dire la Champions. Sotto la sua guida il Chelsea conquista due titoli di Premier League (titolo che al club mancava da 50 anni), nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006, e una Coppa di Lega (nel 2004-2005). Nella stagione 2006-2007 lo Special One riuscirà a conquistare soltanto la FA Cup contro il Manchester United e la Coppa di Lega contro l'Arsenal. Sarà battuto in campionato dai Red Devils ed eliminato nelle semifinali di Champions League dal Liverpool ai calci di rigore. Sempre il Liverpool aveva eliminato i londinesi dalla semifinale di Champions League di due anni prima. Il 20 settembre 2007, dopo il pereggio contro il Rosenborg, Mou e il Chelsea decidono di risolvere di comune acordo il contratto.

Destini diversi, dunque, per Ranieri e Mourinho sulla panchina del Chelsea. Che il rapporto tra i due non sarebbe stato idilliaco lo si è appreso dopo l'arrivo del portoghese a Londra. Ogni volta che veniva citato il suo predecessore, Mou reagiva male (come con Mancini...), e una delle frasi più eloquenti che testimoniava la sua insofferenza a quel paragone è stata: "Quando sono arrivato al Chelsea ho trovato una squadra senza morale, priva di mentalità vincente". Senza contare l'attualità, che ha visto Ranieri sottolineare come sia stato facile per il contendente vincere avendo a disposizione tanti campioni (senza mai riuscire a centrare la Champions), ricevendo per risposta l'etichetta di 70enne o la punzecchiatura di non aver imparato bene l'inglese. Stasera, però, sul campo tutto verrà messo da parte per il bene delle rispettive squadre e a fine partita è lecito attendersi la tradizionale e annunciata stretta di mano. Poi potrà riprendere la solita sfida nella sfida tra Ranieri e Mourinho, almeno fino al prossimo Juventus-Inter...

 

Sezione: News / Data: Sab 18 aprile 2009 alle 13:34
Autore: Fabio Costantino
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