Toccante il ricordo di Gigi Simoni scritto da Mario Sconcerti sulle colonne del Corriere della Sera: "Prima di tutto, bisogna dire che era una persona per bene, molto semplice, gentile, nel senso dell’educato, non del remissivo. Mi dispiace, anche adesso che non c’è più, leggere che sarà ricordato soprattutto per il mancato rigore su Ronaldo nella partita con la Juve. È troppo poco. Per quanto grande possa essere stato l’errore, Simoni ha avuto una sua grande vita anche fuori da quella partita. LInter gli dette Ronaldo e lui le restituì una Coppa Uefa vinta a Parigi contro una grande Lazio che scomparve subito. Ero lì quella sera, andai negli spogliatoi solo per vedere gli occhi del mio vecchio amico. Erano raggianti, esausti, una persona non più solo serena, ma finalmente stravolta dall’amore. Aveva vinto qualcosa di grande. Lui sapeva che ne era capace, ma non era mai capitato. Era come avesse rovesciato il suo mondo e l’avesse costretto ad andare dalla sua parte. Simoni portava una piccola fortuna amara. Ha avuto dolori molto forti, come la morte di suo figlio giovanissimo, e grosse delusioni. Credo che nel calcio la più grande gliel’abbia data l’Inter sette mesi dopo la Coppa Uefa. Era fine novembre, il giorno prima aveva battuto la Salernitana. E quella stessa mattina a Coverciano gli avevano dato la Panchina d’oro per la stagione. Vide arrivare Sandro Mazzola con la testa bassa, capì che portava il suo esonero. Sentì l’umiliazione di non essere stato licenziato da Massimo Moratti, avrebbe capito meglio. Così la prese molto male ma si rese conto presto che se avesse continuato a voler bene all’Inter gli interisti gliel’avrebbero restituito. Quello sarebbe stato il suo vero ricordo, la sua immagine nella storia".

VIDEO - QUANDO MORATTI SCHERZAVA CON SIMONI: "LA FORMAZIONE? SOLO PER UN GIOCATORE..."

Sezione: News / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 08:00
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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