Dopo il 22 maggio 2010 molti tifosi pensarono: dopo tutto quello che abbiamo vinto, adesso ci riposiamo per un po', mi prendo almeno un anno sabbatico. Ma dopo meno di un anno siamo ancora qua, tra sogni e desideri. Con quanti titoli finiremo la stagione non lo so, ma il bello viene adesso: sognare la finale, fare tabelle di rimonta, analizzare gli avversari. Come dice Leonardo, bisogna vivere. E allora viviamoci questo sogno. 

A molti sembrerà di rivivere la passata stagione: le somiglianze ci sono. In Champions, dopo un secondo posto sofferto, arriva una grande sfida agli ottavi. Il Bayern come il Chelsea, con lo stesso risultato. Ai quarti invece un impegno più abbordabile, almeno sulla carta. Per lo Schalke sono già un successo i quarti, come lo furono per il Cska. L'eventuale semifinale sarebbe in Inghilterra, il luogo della finale. Manchester o Chelsea che sia, la distanza per arrivare a Wembley sarebbe davvero corta. Come fu breve l'anno scorso il tragitto da Barcellona a Madrid. 

L'anno scorso l'Inter giocò (e vinse) sempre la prima gara in casa, confermando la qualificazione in trasferta. Quest'anno Gomez ci ha punito al novantesimo, per poi ribaltare la gara con un'impresa a Monaco. L'Inter giocherà la prima partita in casa anche contro lo Schalke e pure nell'eventuale semifinale. In finale il fatto di essere in casa o in trasferta cambia solo per il regolamento, ma a Wembley, così come accadde al Bernabeu, l'Inter sarebbe formalmente in trasferta.

Poi c'è una persona con doti divinatorie che ha detto la sua. Il semi-dio in questione si chiama Josè Mourinho. Lo Special One si è espresso, augurandosi di incontrare l'Inter a Webley con il suo Real. Le difficoltà sono tante, per l'una e per l'altra squadra, ma non si sa mai. Perché Mourinho quando parla spesso ha ragione, anche quando scherza. Con quanti tituli finirono Roma, Juve e Milan nel 2008-2009? 

Sognare, quello che solo gli interisti possono fare. Gli altri tifosi italiani possono solo avere rimpianti o gufare. E questo è già un successo. E come dice Leonardo, bisogna vivere e affrontare una partita alla volta. Poi, a maggio, vedremo...

Sezione: News / Data: Ven 18 marzo 2011 alle 22:19
Autore: Guglielmo Cannavale
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