Fabio Colonnese è tra gli ospiti di Radio Nerazzurra di quest'oggi. "Al primo giorno all'Inter mi sono cag...to sotto (ride, ndr). Ho capito che era una grande cosa, che l'Inter era una squadra di livello mondiale e bisognava dimostrare di essere all'altezza. C'era timore di non esserlo ma allo stesso tempo la voglia di dare il massimo. Ti rendevi conto che l'Inter era qualcosa di unico - è il racconto dell'ex difensore - Il primo anno abbiamo fatto tutto quel che dovevamo fare. Eravamo fortissimi, forse potevamo non perdere in casa col Bologna e il Bari, volevamo vincere e potevamo anche pareggiarla magari. In quelle gare giocammo con tre attaccanti, avevamo dietro la Juve che non mollava. Avremmo potuto vincere senza perdere quelle due gare, ma come si è dimostrato era difficile vincere... L'anno dopo ci fu l'esonero di Simoni dopo la vittoria con la Salernitana, fossimo rimasti uniti avremmo lottato fino alla fine. Eravamo adatti alla Champions, avremmo potuto fare bene. Eravamo forti, uniti. Senza malumori nello spogliatoio. Saremmo potuti andare oltre l'ostacolo".
Si arriva quindi all'Inter attuale. "Se in uno spogliatoio non ti adegui in 4-5 ti si prende e si fa capire che le scelte del tecnico vanno accettate. L'Inter di quest'anno ha Handanovic, Lukaku, Brozovic, Skriniar. Sono quelli che tengono la barra dritta e se qualcuno va fuori dagli schemi lo inquadrano. Questa è la sensazione che ho da fuori, quando c'ero io c'erano Simeone, Bergomi, Zamorano. Se qualcuno faceva il furbo in allenamento perché non era contento lo raddrizzavano. L'Inter di oggi si è modulata dopo l'eliminazione dalla Champions. Gioca così da quattro mesi a questa parte, un calcio più coperto sfruttando le qualità della squadra. Una difesa solida che negli spazi corti e sulle palle alte è imbattibile. Dopo l'eliminazione, arrivata anche per andare a prendere alto il Real a Madrid, non succede più questo. Copre gli spazi e riparte. Ha cambiato impostazione, fa pressing alto quando le squadre inizia a giocare ma non come prima. Ha capito che Lukaku, Martinez, Hakimi o Barella hanno gamba per fare 50 metri e andare più forte degli altri. Conte ha sfruttato al meglio le caratteristiche dei suoi. Tante volte l'allenatore vuole dimostrare di essere più forte, ma alla fine vince chi è più strategico. Contro l'Atalanta è difficile giocare perché giocano uno contro uno. Rischiano, ma giocano così da tanti anni e si allenano sempre per questo. Con l'Atalanta se giochi in maniera differente rischi di perdere. Ieri l'Inter è stata anche un po' fortunata ma ha sfruttato al massimo l'occasione, pur sbagliandone un paio con Lukaku tra primo e secondo tempo. Forse ha sofferto anche questo, perché i difensori dell'Atalanta non hanno paura di marcare a tutto campo, vedi Djimsiti. Nel derby ho visto Romagnoli e Kjaer che cercavano di essere esteticamente belli, ma contro Lukaku devi fare come Skriniar con Zapata, occhi cattivi e se serve bisogna essere un po' 'sporchi'. Le squadre vincenti, almeno in Italia, sono quelle solide che non prendono gol. Anche in Europa devi essere fisico. Il Bayern è fortissimo, ma ha tantissima qualità. Le altre squadre, come l'Atletico Madrid, ne hanno meno e devono adattarsi. L'Inter non ha una qualità eccezionale in mezzo al campo come può essere quella del Real Madrid, devi inserirli oppure giocare un calcio più fisico".
VIDEO - L'INTER BATTE L'ATALANTA E NEGLI SPOGLIATOI SCATTA LO SFOTTÒ AL MILAN
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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