Intervistato da Tutto Mercato Web, Dario Canovi racconta un retroscena risalente al 1993, quando l'Inter di Ernesto Pellegrini sembrava pronta a ingaggiare Pep Guardiola e Hristo Stoichkov dal Barcellona: "Una mattina mentre ero in ufficio mi arrivò una telefonata da Jose Minguea, uno dei più importanti agenti di calciatori in Spagna, soprattutto a Barcellona dove era considerato il deus ex machina della squadra catalana. Minguea - continua Canovi - mi comunicò che due calciatori importanti, Guardiola e Stoickov avrebbero voluto provare un’altra esperienza e andare via dal Barça. Inoltre pare che il costo non fosse eccessivo. Entrambi aspiravano ad andare all’Inter, chiamai Giancarlo Beltrami che all’epoca era il direttore sportivo e in un paio d’ore mi invitò ad andare a trovare il presidente Pellegrini insieme a Minguea per discutere della questione".

C'era però un piccolo ostacolo da superare per entrambi: "Già sapevo che per riuscire a portare un calciatore all’Inter occorresse passare da una forca caudina, ossia un test della moglie del presidente Pellegrini, un’esperta grafologa che sottoponeva la grafia di chiunque volesse andare all’Inter ad un’analisi non meglio precisata. Così fece scrivere a Minguea un biglietto di auguri per la figlia. Dopo qualche giorno - continua Canovi - Beltrami mi disse che l’Inter aveva deciso di prendere Wim Jonk e Dennis Bergkamp. Pensai che la grafia dei procuratori fosse più positiva per la signora. Poi scoprì che si trattò di una valutazione tecnica, a mio avviso errata, dell’allenatore dell’epoca, Osvaldo Bagnoli”.

Sezione: News / Data: Lun 30 marzo 2020 alle 12:52
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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