Il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato ai media presenti a margine della conferenza stampa di presentazione di Mondadori Academy, tornando sui recenti scossoni del calcio italiano, che hanno visto Giovanni Malagò lasciare la presidenza della FIGC per diventarne commissario straordinario: "La cosa più importante è che si sia voltato pagina. Dopodiché, come diceva anche Nelson Mandela, nello sport si ha la possibilità di vincere e imparare e se si impara, non si perde. Facendo tesoro anche delle pagine più complicate. Così possiamo metterci alle spalle la giornata di ieri, partendo dal presupposto che per me non ci sono vinti e vincitori. Non vedo la vita come scontro tra squadre, e l'ho detto anche a Malagò nell'ultimo incontro: bisogna pensare al bene del sistema, l'idea dell'occupazione della politica è una caricatura ricorrente ma senza fondamento. Nessuno avrebbe voluto sovvertire gli esiti di un'assemblea sul presidente di una associazione privata. Mi sarei sentito sconfitto se non fosse successo niente: auspicavo che le regole fossero rispettate da tutti, sempre e ovunque. Siccome il calcio ha dimostrato che non sempre l'idea della giustizia uguale per tutti si afferma, il passo in avanti fatto ieri anche nella concordia penso che sia positivo. Si avvia nella strada utile anche a chi scende in campo. Sapete il rispetto e l'amore che ho per la Nazionale, di chi allena, chi gioca, degli staff e dei tifosi, che vorrebbero vedere la squadra in campo come l'hanno vista in queste due settimane. Da tempo la Nazionale si è avviata, mi auguro che anche la classe dirigente, di cui faccio parte pure io, si metta in sintonia".

Buonfiglio dice che ha vinto lo sport, è d'accordo?

"Ho imparato una cosa, che il pensiero e i fatti contano poco, ma conta il modo con i quali si raccontano. E su questa situazione non è stato sempre corrispondente a quanto stava succedendo. Mi fermo qui. Il rispetto delle scelte presuppone che non si giudichino: doveva essere presa dallo sport, la validità la lascio a chi racconta e analizza, consentendo di farsi un'opinione con tutti gli elementi per poterlo fare. A me interessa lavorare sulle cose concrete, come ho sempre detto a Malagò. E anche con lui commissario, dobbiamo lavorare, se è vero che il calcio ha bisogno di cambiare e riformarsi, mettendosi in discussione con un po' di autocritica. E vale anche per me: è arrivato il tempo di sedersi attorno a un tavolo per affrontare i temi necessari e io ribadisco la mia disponibilità. La lezione di ieri può aiutarci a non ripetere gli errori, dimostrando all'opinione pubblica quale sia il nostro livello di supporto"

Sezione: News / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 16:36 / Fonte: TMW
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.