Nuovo riconoscimento per il presidente dell'Inter Beppe Marotta, che ieri si è recato a Genova per ricevere, nel magnifico scenario dell'Acquario, il Premio 'Un Cuore da Leone – Gian Luigi Corti', istituito per ricordare la figura dello storico giornalista sportivo e dirigente azzurro del volley decorato con la stella d’oro al merito sportivo. Marotta, che succede nell’albo d’oro a Gianluca Vialli, Fefé De Giorgi e Giovanni Malagò, è stato premiato per la sua storia di passione, impegno, coraggio e generosità. A consegnare il premio, il presidente del Consiglio regionale ligure Stefano Balleari, l’assessore regionale allo sport Simona Ferro e il consigliere comunale ai grandi eventi Lorenzo Garzarelli. Al presidente dell’Inter è stato donato un quadro realizzato dal pittore spezzino Nicola Perucca che raffigura il viaggio sportivo.

Marotta ha anche preso la parola dal palco per i ringraziamenti di rito: "Sono molto onorato e fiero di essere qua. Negli ultimi anni, grazie a un percorso fortunato e vincente, ho ricevuto tantissimi premi, però riceverlo qui a Genova, dove ho vissuto anni indimenticabili che poi mi hanno spinto a una carriera ancora più luminosa, rappresenta per me un momento molto importante. La mia storia? Io avevo un sentimento molto forte, che era la passione per questo lavoro, questa attività. Sono molto grato alla famiglia Garrone e ricordo con particolare affetto il presidente Riccardo”.

Marotta approfitta poi per descrivere quello che è il suo stile: "È un onore che per un ragazzino che si è avvicinato al calcio a 6 anni essere oggi presidente dell’Inter. Ricordo quando trattavo col magazziniere del Varese per vedere gli allenamenti. Sono un diplomatico. Me lo riconosco. Mi piace mediare e cercare sempre una soluzione. Mauro Colantuoni (presidente del Varese dell'epoca, ndr) mi soprannominò Kissinger, perché io sono diplomatico di natura. Ritengo che le persone, prima di giudicarle negativamente, bisogna conoscerle fino in fondo. Come è cambiato il calcio in 50 anni? Completamente. Si è passati da un modello di mecenatismo all’attualità in cui a comandare sono i fondi di investimento. Sono diventato presidente dell’Inter perché mi sentivo pronto per farlo, grazie alla conoscenza, la professionalità, a un team che ho scelto negli ultimi anni e sono andato a centellinarlo, come faccio sempre, perché credo che la fortuna di un leader sia quella di avere uno staff e di avere un team di collaboratori validi. Io ho dei grandissimi collaboratori, li ho sempre avuti e sono poi stati la mia fortuna”.

Dopo aver ricordato il suo primo Scudetto con la Juve definendolo il più bel ricordo della sua avventura bianconera, Marotta conclude spiegando i suoi intenti con l'Inter: “Vogliamo vincere e toglierci ancora tante soddisfazioni. Il mio percorso dal punto di vista professionale, è chiaro, volge al termine. Vorrei finire bene nel calcio e poi ho un sogno nel cassetto. Lo sport mi ha dato tanto e vorrei restituire qualcosa. Con la mia esperienza, con le competenze acquisite, magari aiutando i più giovani. Vorrei tanto che il diritto allo sport, che è sancito dalla nostra Costituzione, vada di pari passo con la gratuità. Oggi il problema della dispersione dei nostri giovani nello sport nasce anche da difficoltà di carattere economico. Almeno, non so, non conosco la realtà genovese, conosco la realtà lombarda di Milano. Non ci sono più i mecenati e quindi le società, per dovere, per questioni di rispetto di sostenibilità, devono far pagare delle rette, delle iscrizioni che sono i €70, gli €80, €90 al mese per giocare. Non tutte le famiglie possono farlo, per cui ci sono ragazzini che non possono avvicinarsi. Questo è il mio primo obiettivo”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 14:30 / Fonte: LiguriaSport.com
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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