In principio fu Paul Ince, il Governatore, arrivato all'Inter per 13,5 miliardi nell'estate del 1995, grande desiderio di Massimo Moratti che non riuscì a replicare con Ryan Giggs ed Eric Cantona, altri suoi pallini. L'allora presidente nerazzurro nutriva una grande passione per il Manchester United, se Alex Ferguson gli avesse dato il via libera avrebbe saccheggiato i Red Devils. Ma dovette accontentarsi dell'energico centrocampista inglese, rimasto all'ombra della Madonnina per due stagioni. Fu un altro presiddente, Erick Thohir, che tornò a pescare nell'estate 2014 tra i Diavoli Rossi: Nemanja Vidic, legatosi all'Inter dopo la fine del contratto con il Manchester United, leader carismatico e a lungo capitano della squadra guidata all'epoca prima da David Moyes, poi da Giggs. Un esperimento fallimentare con il serbo, per problemi di natura fisica e incompatibilità con il calcio italiano e la difesa a tre di Walter Mazzarri.

Il percorso Manchester (United)-Milano (Inter) si è riattivato nell'estate 2019, quando dopo un lunghissimo corteggiamento e 74 milioni più bonus (l'acquisto più oneroso della storia nerazzurra) una nuova proprietà, la famiglia Zhang, regalò ad Antonio Conte il suo irrinunciabile Romelu Lukaku. Il belga, stanco dell'esperienza con i Red Devils dove non era riuscito a esprimersi come voleva e sapeva, e messo ai margini dal manager Ole Gunnar Solskjaer, ha spinto con convinzione per trasferirsi all'Inter e tutti sappiamo com'è andata. Qualche giorno dopo, con lo stesso volo, lo ha raggiunto un altro compagno di squadra infelice, Alexis Sanchez, incapace di ripetere le gesta in magllia Arsenal una volta trasferitosi allo United. Operazione in prestito (per tappare la falla lasciata dal no di Edin Dzeko), che meno di un anno dopo diventerà a titolo definitivo senza neanche un euro speso per il cartellino. Due attaccanti nuovi di zecca direttamente dal Manchester United, dove non avevano più voglia di rimanere. Due risorse per la squadra del neo tecnico Conte, da anni affascinato dalla Premier League. Fine dei voli? Macché. A gennaio, complice la necesssità di rinforzare la batteria di esterni, Piero Ausilio e Beppe Marotta bussano ancora alla porta del vp Ed Woodward e gli chiedono lo storico capitano Ashley Young, anche lui fuori dal progetto e con soli 6 mesi di contratto: rapido accordo e innesto di esperienza e qualità nella rosa dell'Inter. Ultima convocazione, quella di Matteo Darmian, nell'estate 2020: dopo quattro anni di United, l'esterno torna in Italia transitando da Parma e poi diventa nerazzurro, come da accordi iniziali. Un arrivo lontano dai riflettori che si rivelerà decisivo per le sorti dell'Inter.

Oggi, mentre i Citizens sono in corsa per il Triplete, i Red Devils possono salvare la stagione vincendo l'Europa League e arrivando secondi, a distanza di sicurezza, dai rivali cittadini. Intanto, oggi possono vedere quattro ex United festeggiare lo Scudetto in Italia con la maglia dell'Inter. Probabilmente per loro il tempo a Manchester era ormai scaduto, quindi nessun rimpianto. Di certo, Conte ha saputo pescare bene nella rosa di uno dei club più blasonati al mondo.

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Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 09 maggio 2021 alle 15:20
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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