Júnior José Correia, per tutti Zé Turbo... il talento che 'brucia le tappe'. Ebbene sì, perché il baby fenomeno arrivato nella Milano nerazzurra nello scorso febbraio indossa scarpini da calcio, pantaloncini e parastichi da solo un anno e mezzo, e in un lasso di tempo così breve è riuscito a guadagnarsi la maglia di un top club mondiale come l'Inter. "Cosa avrebbe potuto fare se la storia calcistica del giovane portoghese fosse iniziata molto tempo prima?", si chiederanno in molti, ma il calcio è lo sport più bello del mondo anche per storie come queste. Storie incredibili e allo stesso tempo meravigliose. Storie, semplicemente, uniche.

Arrivato in Portogallo per affetto, dove il padre lo aspettava per le vacanze, quasi per magia si ritrova catapultato nella realtà del calcio professionistico: lo nota lo Sporting Lisbona, storica società portoghese che crede ciecamente nelle sue qualità, a tal punto da inserirlo nella propria, gloriosa cantera (Cristiano Ronaldo è l'emblema della bontà del lavoro del settore giovanile dei Leões). In molti, durante la scorsa sessione di mercato invernale, hanno visto in lui l'oggetto della rottura tra Inter e Atletico Madrid nell'affare Alessio Cerci. I Colchoneros sembravano infatti il club maggiormente in pressing per assicurarsi le sue prestazioni (senza dimenticare le sirene italiane targate Napoli e Udinese), ma l'inserimento bruciante del club di Corso Vittorio Emanuele ha cambiato le carte in tavola, per il dispiacere - evidentemente - degli spagnoli. Ecco spiegato, forse, il passaggio dell'ex Torino alla corte di Filippo Inzaghi, ma poco importa per i colori nerazzurri e per il direttore tecnico Piero Ausilio perché da febbraio, nel proprio fantastico settore giovanile, l'Inter ha una marcia, anzi, pardon, un Turbo in più.

Nato il 22 ottobre 1996, originario della Guinea-Bassau, il ragazzo incanta con la maglia dello Sporting: è lui il 10, quel numero storicamente pesante che possono indossare solo i migliori. Forte tecnicamente, ha dalla sua anche un fisico importante con 188 cm di altezza ed esplosività, mentre a livello tattico si può già affermare che rispecchia le caratteristiche dell'offensivo moderno: in un ipotetico 4-3-3 può tranquillamente ricoprire le due 'zolle' esterne, magari a destra per poter liberare il suo preciso sinistro rientrando all'interno. In ottica Prima Squadra (il modulo-progetto di Roberto Mancini resta il 4-2-3-1) sarebbe invece ottimo in fascia alle spalle della punta centrale. Gli inizi, come detto in precedenza, sono però da trequartista, un ruolo in cui anche oggi potrebbe fare benissimo, considerando la sua duttilità.

Non ancora 19enne, il talentino nerazzurro è stato, ovviamente, aggregato alla già forte Primavera di mister Stefano Vecchi, e in pochi mesi ha già lasciato il segno nelle gare che contano, segnando la prima rete ufficiale in un match, però, non come gli altri. Nel derby contro il Milan dello scorso marzo l'Inter va sotto, ma Zé Turbo firma il pareggio immediato: finta di corpo fulminea, diretto avversario beffato e colpo preciso di sinistro che 'buca' l'estremo difensore rossonero. Rete importantissima dell'1-1 che fa da preludio al gol su rigore (decisivo) di Michele Rocca. Insomma, che inizio e che impatto. Anche se non finisce qui, perché José replica anche contro Perugia e Sassuolo.

Ora sarà tempo di finali play-off, e dopo aver dominato l'ultimo Torneo di Viareggio i 'ragazzi terribili' di mister Vecchi sognano il double con lo scudetto nel mirino. Vietato sbagliare e fermarsi, ma con un Turbo in più sognare non costa nulla. L'Inter riparte (anche) da Zé Turbo, l'uomo che 'brucia le tappe'.

Francesco Fontana

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 13 aprile 2015 alle 18:58
Autore: Redazione FcInterNews.it
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