Con l'inizio della nuova settimana torna il consueto appuntamento di casa Inter durante il quale un giocatore nerazzurro si mette a totale disposizione dei tifosi per rispondere a domande e curiosità. Settimo appuntamento con le video-interviste e dopo Skriniar, D'Ambrosio, Stefan de Vrij, Borja Valero, Esposito e Ranocchia, oggi tocca al capitano Samir Handanovic che dal salotto di casa sua, in diretta social, si concede un 'one to one' con i fans nerazzurri. Ecco le sue parole: 

Come stai?
"Per il momento bene".

Come stai vivendo questo momento?
“All’inizio un po’ tutti abbiamo pensato che fosse meno grave di quello che adesso si è rivelato e magari l’abbiamo presa un po’ sottogamba. Adesso però siamo tutti consci di quello che succede e seguiamo le regole adeguandoci a quello che ci dicono. C’è un po’ di preoccupazione come normale che sia”.

Come si resta concentrati mentalmente?
“È difficile, ci si allena a casa, si fa quello che si può. Si vede qualche vecchio video di ciò che interessa, si vede qualche partita vecchia…”

Che partite vecchie hai visto?
"Ho visto qualcosina che mi interessava ma lo tengo per me”.

Dalbert ha detto che sei un portiere eccezionale e una persona fantastica. Quanto è importante questo senso di responsabilità? 
“Penso che la responsabilità la dobbiamo avere tutti i calciatori, poi io ho avuto ottimi compagni e ottimi esempi da seguire dal quale cercavo di prendere esempio per vedere come si comportavano nei momenti difficili. Mi fanno piacere le parole di Dalbert. Io ho avuto ottimi esempi da seguire e sono contento di essere un esempio positivo per qualcuno”.

Come trascorri il tuo tempo in questi giorni?
"Li passo con la mia famiglia, giochiamo a carte, libri, televisione. Non sempre accesa la tv ma la sera con i bambini prima di andare a dormire vediamo qualcosa".

Cosa significa essere capitano?
“È un privilegio indossare la maglia dell’Inter ed esserne capitano. Col passare del tempo resta l’orgoglio. Ai miei compagni dico di tenere duro in questi momenti e di sfruttare il momento per godersi la famiglia. Quando sarà il momento torniamo tutti insieme a battagliare”.

Vi è capitato di fare preparazione online?
“Sì abbiamo il gruppo. Ci hanno mandato esercizi via video come fanno tutte le squadre credo. Quindi ci si può aggiornare e sei privilegiato ad avere informazioni anche dagli altri”.

Ti sei ripreso dall’infortunio?
“Sì ormai dopo due mesi è una cosa dimenticata”.

Quali sono state le emozioni di Inter-Empoli?
“Bellissima serata che è finita bene. Era un momento difficile per noi, ci giocavamo tutto all’ultima giornata e alla fine ci siamo goduti tutto. È stato emozionante e bello”.

Sei stato provvidenziale…
“Una partita che fa piacere rivederla e rivivere nella testa ma non bisogna vivere di ricordi”.

Come ti sentivi quando sei arrivato all’Inter?
“Come un sogno di tutti i bambini e di tutti i giocatori. Giocavo prima all’Udinese e tutti i giocatori ambiscono a qualcosa in più. In quel momento l’Inter era il top d’Europa e del mondo quindi è stata una felicità e un orgoglio enorme e anche una sorta di test personale. Un sogno”.

Qual è stata la tua parata migliore con la maglia dell’Inter?
“Ci sono state tante parate che mi piacciono, però magari quella con più difficoltà quella al derby punizione di Calhanoglu”.

C’è un momento all'Inter che ricordi con più piacere?
“Ultima giornata di due stagioni fa, Lazio-Inter. La serata che ricordo con più piacere".

Ce lo fai un sorriso?
“Eccolo (ride, ndr). Adesso mi sa che posso sorridere sempre”.

Qual è il tuo sogno?
“Alzare trofei”.

Il tuo idolo?
"Peter Schmeichel".

Quale passione hai oltre al calcio?
“Scacchi, libri e giocare altri sport con amici e familiari”.

Chi è stato il tuo portiere di riferimento all’Inter?
“Julio Cesar perché l’ho visto giocare nella mia epoca e tante volte. Non posso dirlo per gli altri perché li ho visti poco. Quelli recenti della mia epoca in cui giocavo era Julio ed è lui che ho preso come riferimento".

Che rapporto hai con Berni e Padelli?
“Abbiamo un rapporto molto bello anche fuori dal campo, ci troviamo spesso d’accordo anche solo con lo sguardo. Senza dire nulla ci capiamo perché siamo insieme da tre-quattro anni quindi è normale”.

Qual è il più bel rigore che hai parato?
“La mia parata preferita è la prossima che devo fare, non i rigori”.

Quant’è importante essere protetti online?
“Penso sia importante, adesso passiamo molto più tempo al pc o al telefono ed è importante essere protetti”.

Che emozione si prova a stare sotto la Curva?
“È bello soprattutto quando la Curva è vicina, poi che sia sopra le nostre spalle o meno, cambia poco. All’inizio ero in imbarazzo ma adesso solo piacere. Mi piace avere lo stadio vicino”.

Qual è la tua routine adesso?
“La mia giornata è fare quello che si può, lavori di forza per mantenere il fisico e lavori di trasformazione. C’è meno lavoro con la palla rispetto a quello che facciamo ad Appiano ma faccio ciò che posso. Qui mi posso muovere perché la situazione è migliore rispetto all’Italia, non è ancora così grave e si può ancora uscire per fare sport o passeggiate”.

Qual è il tuo posto preferito a Lubiana?
“Il centro, dove posso andare a bere il caffè vicino al fiume la mattina quando la gente deve ancora svegliarsi”.

Chi della squadra pensi sia più bravo in alcune attività tra tennis, nuoto, passeggiate...?
“Brozo giocava a tennis, so che è molto bravo in questo genere di sport come tennis, ping pong, freccette… Nuoto? Non abbiamo fatto mai gare di nuoto, non so. Camminate? Pintus forse (ride, ndr)”.

Anche a Borja piace camminare…
“Sì vero, lui va. Però non so chi altro”.

Mentalmente sei molto forte, da dove arriva questa capacità?
“Non lo so credo sia una mia caratteristica ma è molto forza di volontà.

Come sei diventato portiere?
"Sono diventato portiere guardando mio cugino. Come tutti i bambini giocavo fuori, guardavo lui giocare e anche io ho cominciato”.

Come è stato il bacio di Skriniar nella partita con l’Empoli?
“Non lo so, è stata una cosa spontanea. Di lui però…”

Qual è stato il tiro più difficile da parare?
“Son tutti tiri difficili, un portiere non deve mai sottovalutare nessun tiro perché quando si fanno errori spesso si fanno su tiri apparentemente più facili. Poi ci sono i tiratori specialisti che magari sono più pericolosi”.

Sai che il tuo soprannome in Cina è ‘Old father’?
"È un bel soprannome, non mi piace solo old (ride, ndr). Un mio amico mi diceva che una volta ero veloce e giovane, ora solo veloce quindi old father va bene”.

Vuoi dire qualcosa a chi ci sta seguendo?
"Tenete duro, non uscite di casa, passerà tutto e torneremo alla vita normale. Bisogna fare un piccolo sforzo adesso e poi tornerà tutto come prima".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 30 marzo 2020 alle 19:17
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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