In tutte le formazioni titolari dell'Inter che vengono proposte attualmente in vista della prossima stagione figura un enorme buco sulla corsia di destra, dove ha già salutato Denzel Dumfries che si è promesso al Real Madrid per i prossimi quattro anni. Un addio prevedibile, considerando la clausola rescissoria, ma arrivato probabilmente prima che la dirigenza nerazzurra temesse. L'idea è che un club potesse palesarsi dopo il Mondiale, alla luce delle eventuali grandi prestazioni del neerlandese con la propria nazionale. Invece la firma di José Mourinho con la Casa Blanca ha anticipato i tempi, perché probabilmente solo un allenatore con lo Special One avrebbe pensato a un esterno con le caratteristiche di Dumfries per il Real Madrid senza attendere la rassegna mondiale. Fatto sta che la partenza del nativo di Aruba ha costretto l'Inter a forzare la ricerca del suo erede, individuato in Marco Palestra. Quella che inizialmente doveva essere una trattativa sotto voce, ponderata e senza picchi oggi è diventata terribilmente mediatica, per via della necessità nata all'improvviso in casa nerazzurra. E non c'è un giorno in cui non si parli della distanza con l'Atalanta sulla valutazione del classe 2005. Una distanza che potrebbe non essere mai colmata, impensabile escluderlo viste le cifre che circolano.

Esperimenti falliti

Quindi? Come potrebbe muoversi la dirigenza di Viale della Liberazione per riempire quel buco a destra se non fosse Palestra a farlo? I nomi alternativi che circolano sono di tutto rispetto, ma in questo contesto di mercato andrebbe fatta una valutazione: l'ideale sarebbe andare a prendere un professionista del ruolo, un quinto di nascita, a cui non servirebbe spiegare nulla. In alternativa, meglio puntaare su un terzino con propensione alla fase offensiva, sicuramente più adattabile alla posizione. Anche perché provare a ristrutturare tatticamente e soprattutto mentalmente un'ala offensiva è rischioso. E di esempi all'Inter negli ultimi anni ce ne sono stati. Si pensi a Valentino Lazaro, arrivato durante la gestione di Antonio Conte per oltre 20 milioni e mai entrato realmente nelle gerarchie nerazzurre. Oppure al canadese Tajon Buchanan, che non è riuscito a fare meglio dell'austriaco ma almeno è costato decisamente meno e oggi, da esterno d'attacco, se la cava discretamente con il Villarreal. Ultimo esperimento, Luis Henrique: nato come ala offensiva che parte da sinistra, all'Inter è arrivato per svolgere il ruolo di vice Dumfries. Nel complesso ha fatto la sua parte senza eccellere, ma non abbastanza per meritarsi la conferma perché in quel ruolo non basta l'atto di presenza, bisogna essere incisivi. Paradossalmente, oltre al neerlandese, la migliore 'pescata', tatticamente e tecnicamente, è stata il discusso Juan Cuadrado, che a causa degli infortuni non ha potuto dare il suo contributo nell'anno della seconda stella. Altrimenti, per caratteristiche, avrebbe lasciato sicuramente il segno. E come nasce tatticamente il colombiano? Terzino, a Udine...

Nessun margine d'errore

Linee guida per l'eventuale alternativa a Palestra, che legittimamente rimane la prima scelta in quanto, seppur ancora agli inizi della carriera, si è già specializzato da quinto e, all'occorrenza, da terzino, con le qualità di spinta che cerca l'Inter. Per questa ragione è giusto insistere fino all'ultimo con l'Atalanta per trovare un punto d'incontro, anche perché il ragionamento tattico di cui sopre restringerebbe ulteriormente il campo di ricerca. Perché stavolta, senza Dumfries e con l'addio di Matteo Darmian che copriva le falle, gli uomini mercato nerazzurri non possono proprio sbagliare.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 12 giugno 2026 alle 10:35
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.