C'è una trasferta di Champions da riscattare, un filotto da continuare e un avversario da battere. L'Inter parte subito forte contro l'Udinese, anche se la truppa di Runjaic non rinuncia affatto a costruire gioco nella metà campo nerazzurra. Sembrava di stare incollati a uno schermo, quello che ha proiettato il copione (gli inglesi direbbero replay) della sfida contro il Napoli. Perché i nerazzurri hanno questa cattiva abitudine di dare due gol di vantaggio agli avversari. Ebbene sì, è accaduto anche ieri sera. Gli ingegneri interisti vanno sotto, poi iniziano a macinare cinismo, concretezza, aggressività e qualità offensiva rilevante. E quando l'Inter fa l'Inter in fase offensiva, c'è poco spazio per le interpretazioni avversarie. Anche se qualche sbavatura difensiva va troncata con istanza immediata perché i gol incassati sono un po' troppi.

DUE PARTITE IN UNA: FUOCHI D'ARTIFICIO. L'indecisione difensiva del Biscione permette ai friulani di pennellare il vantaggio a San Siro con una grande azione coordinata: Gomez calibra un cross mancino insidioso per Abankwah (primo gol in Serie A), che è furbo nello sfilarsi dal diretto marcatore infilando la sfera alle spalle di Martinez. Inter tutt'altro che impeccabile nei posizionamenti difensivi, ma la reazione è subito immediata. Coordinamento preciso di Barella per lo stacco di Thuram che colpisce il palo prima della parata di Okoye. La gara non si mette bene quando Diouf incespica favorendo la percussione di Ekkelenkamp che, con l'evidente complicità di Martinez, porta a due il divario numerico tra le due squadre.

EMOZIONI A NON FINIRE SULL'ALTALENA. I nerazzurri tornano in partita con una sventola incredibile di Carlos Augusto: personalità esecutiva e sinistro calibrato alla grande. Una sassata impressionante, nonostante le proteste friulane per una trattenuta di Bastoni giudicata regolare. Situazione di difficoltà? Non c'è problema, l'Inter trova sempre una soluzione precisa, come quando Barella trova una diagonale imprendibile facendo esplodere San Siro. La pressione offensiva mette i nerazzurri nella condizione di attaccare gli avversari con grande grinta e padronanza. Riempimento dell'area di rigore: anche quando la serata non è così brillante, risulta ontologicamente determinante l'aggressione. E la ripresa del gioco è il copione della fine del primo tempo: Diouf scappa via sul filo del fuorigioco e assiste Thuram, il cui diagonale è vincente. La qualità fa la differenza: Zielinski illumina come se fosse su un campetto di periferia. Tranquillità gestionale pazzesca: Pio non può sbagliare e il poker è servito. L'Udinese va in tilt e prende anche la cinquina con la prepotenza di Bonny decisiva nel concretizzare una bella azione. Nel finale c'è spazio per un'altra rete dei friulani, che diminuiscono lo svantaggio. Ma non basta...

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 08:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione