Manuel Akanji è tornato e lo ha fatto a modo suo. Prima partita contro il Betis e subito una grande prestazione, alla fine della quale La Gazzetta dello Sport ha raccolto le sue sensazioni. "È stato un secondo tempo impegnativo, ma sono contento. Non credo che ci vorrà molto per tornare al 100%, anche perché sono stato in vacanza per tre settimane e, come faccio normalmente, ho continuato comunque ad allenarmi. Adesso non vedo l’ora di fare sul serio col Monza: un’altra stagione è un nuovo inizio". 

Bari, lo svizzero ha ritrovato anche John Stones, in gol all'esordio. "Sono davvero felice per lui, tra l’altro il Betis è un’ottima squadra. Ora deve ripetersi già alla prossima, non può finire qua... (ride). È stato divertente perché, proprio il giorno in cui è stato confermato il suo arrivo, poche ore prima io e mia moglie abbiamo incontrato sua moglie in spiaggia a Ibiza. Pura coincidenza. Siamo amici e abbiamo fatto delle vacanze insieme e lei ci ha detto: “Mi sa che alla fine verremo...”. Poi, qualche ora dopo, a casa vedo il messaggio di John. Adesso sto cercando di fargli conoscere l’Inter. Ma è un ragazzo super, si adatterà in fretta".

Come d'altronde è accaduto ad Akanji. "Dal punto di vista fisico dalla Premier si arriva già molto preparati. Tatticamente, invece, è diverso. Io, con Stones, al City giocavo a 4 e ho dovuto adattarmi. Per me è successo abbastanza velocemente e conosco John: sa fare tutto e non avrà problemi neanche lui. Ovviamente, avrà bisogno dell’aiuto di compagni e staff, ma è finito nel posto giusto. Per me, difendere è... la cosa più bella del mondo. La parte più importante del mio gioco. Sia a me che a John piace costruire da dietro e avere il pallone tra i piedi ma, ovviamente, la priorità è la marcatura. In questi aspetti all’Inter abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro difensivo, come squadra. Personalmente, mi piace giocare in più posizioni anche perché l’allenatore mi aiuta e dà una certa libertà. Direi che il mister di difensori ne capisce. Me lo ricordo per il caschetto, ma anche per l’eleganza e la forza nei duelli, sembrava quasi divertirsi negli scontri. Proprio l’altro giorno ho visto il docu Netflix su Mourinho e c’era anche lui: non parla, ma che tackle faceva su Messi nell’anno del Triplete! Tutto esaltante". Con l'arrivo dell'inglese è aumentata anche la concorrenza. "È proprio quello di cui abbiamo bisogno per competere non soltanto in Italia, ma anche in Champions. Abbiamo una difesa tostissima, tra le migliori, e una grande squadra: in ogni posizione ci sono almeno due ottimi giocatori. Ora bisogna inserire i nuovi nel sistema, ma la concorrenza in allenamento sarà alta e questo migliora tutti".

Akanji si sente ormai parte della famiglia Inter. "Ha qualcosa di speciale. Fin dal primo giorno mi sono sentito accolto dalla squadra, dai tifosi e da tutte le persone intorno al club. Ci sono ancora cose da migliorare e il nostro obiettivo è riuscirci, però questa è ormai casa. Sommer mi mancherà, ma qui ho stretto tante amicizie, oltre a ritrovare John. I miei figli vanno nella stessa scuola dei figli di Mkhitaryan, con Calha e Bisseck ho un ottimo rapporto". E ora, l'obiettivo Champions. "Non dobbiamo avere paura di nessuno, mai entrare in campo con il dubbio di non poter vincere. Possiamo affrontare qualsiasi avversario pensando di batterlo, ma ovviamente dobbiamo dimostrarlo. In campionato e Coppa Italia lo abbiamo fatto, mentre in Champions siamo usciti presto e questo non è lo standard dell’Inter. Sappiamo di poter fare meglio, ma va tutto mostrato sempre con le prestazioni".

Lo svizzero parla poi dell'idiosincrasia ai rigori. "Se sono ancora convinto di non tirarne più? Sì. Contro la Colombia agli ottavi mi ha frustrato non tanto lo sbaglio in sé, ma avere avuto troppi dubbi, anche perché avevo già sbagliato gli ultimi due rigori nei tornei con la Svizzera. Se tiro bene e il portiere para, lo accetto. Non accetto di farmi divorare dai pensieri prima di calciare. Quindi basta: io combatto per 120 minuti, da ora in poi i rigori li lascio ai compagni".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 18 agosto 2026 alle 08:14
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture