All'alba i primi raggi del sole prorompono nella sua suite dell'hotel di Manchester. Sonnecchiante Mourinho apre gli occhi e vede il maggiordomo che spalanca le tende, poi lo fissa attendendo indicazioni: Mou tira fuori il braccio da sotto le lenzuola e indica due volte il numero tre con le dita. Il maggiordomo china il capo come cenno d'aver compreso e si avvia verso le cucine, mentre Mou si rituffa con la faccia e i suoi pensieri sul cuscino. Il sogno di un altro Triplete vinto allenando la nazionale portoghese (Mondiale, Champions League e Special One Cup) era rimasto vivido nella memoria del risveglio. Che anno sarebbe stato? Forse il 2030, aveva battuto in finale una squadra allenata da un perfido robot. Ma ecco che il maggiordomo ritorna trasportando il carrello della colazione: tre biscotti e il solito caffellatte accompagnato da tre zollette di zucchero, come Mou aveva espressamente richiesto anche stavolta. Dopo la colazione c'è il momento della toilette. Mou si lava e si veste, poi si rimira allo specchio. Non era affatto vecchio né bollito come alcuni giornalisti volevano far credere. Alza la mano e mima di nuovo di fronte a sé il numero tre con le dita: sono i mesi che mancano esattamente al suo 56esimo compleanno. Se Sir Alex aveva resistito fino a 71 anni, lui ne poteva reggere allenando come minimo altri trenta.

Mentre è in strada si ferma dall'edicolante. I due si salutano, poi Mou gli fa il segno tre con la mano. L'altro rovista tra i giornali e gli consegna il Daily Mail, il Mirror e il The Sun. Arrivato al campo d'allenamento Mou viene raggiunto dai suoi cinque collaboratori. Il primo assistente McKenna gli vede indicare il numero tre e sa già che bisognerà dividere la seduta odierna in una parte tattica, una tecnica e una di potenziamento. Alla sera Mou videochiama il figlio José Junior tifoso del Barça e insieme hanno una discussione rovente riguardo al ClásicoMou che non sopporta l'arroganza dei blaugrana alza il tre con le dita e allora José Junior è costretto a rammentarsi della Liga, della Coppa di Spagna e della Supercoppa Spagnola che suo padre ha vinto alla guida del Real Madrid. Naturalmente anche la moglie Matilde approfitta dell'occasione per vedere e sentire il marito. Si intromette nella videochiamata e lo rimprovera per l'ennesima volta della scelta di vivere in un hotel lontano dalla sua famiglia rimasta a Londra. Mou sbuffa, alza la mano e fa di nuovo il tre davanti alla videocamera ricordandole le volte che l'ha portata al centro commerciale. Su Twitter legge Sabatini: "Mourinho si è fermato al 2010 con l'Inter". No caro giornalista italiano, pensa borioso Mou, e fiero si fa il gesto del tre ripensando che pure a Madrid, a Londra e a Manchester i titoli non gli sono certo mancati (prostituzione intellettuale...). Di notte Mou riflette perché deve ancora scegliere l'orario della prossima conferenza stampa. L'ultima fissata alle 8 di mattina non è servita granché da lezione ai giornalisti inglesi. Chissà se per loro è un problema uscire col buio. E con le dita fa il tre, e sorride.


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Sezione: Il Calcio Parallelo / Data: Lun 29 ottobre 2018 alle 00:10
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri
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