Il coro riservato a Bobo Vieri, uno dei centravanti più forti della storia dell'Inter, la “Nord” ora lo rispolvera per Francesco Pio Esposito, ventenne “puntero” di Castellammare di Stabia. All'Inter dal 2014, Pio gol ha vestito la maglia nerazzurra in tutte le rappresentative del settore giovanile sino alla Primavera, allora allenata da Cristian Chivu. Poi, due anni in prestito allo Spezia in serie B dove ha fatto il suo esordio da professionista. Esplode nella seconda stagione ligure, segnando 17 reti in 35 presenze, trascinando la squadra alla disputa dei playoff dove segna altre due reti. I bianconeri falliscono però la promozione in serie A perdendo la finale contro la Cremonese.
Nel giugno del 2025, Pio Esposito torna alla casa madre, giocando e timbrando anche nel Mondiale per Club. Si capisce che il ragazzo possa essere considerato il cosiddetto predestinato, pronto a bruciare le tappe, ma sempre con i piedi ben piantati a terra grazie ad un carattere umile ed equilibrato che non lo fa deragliare. Il mancato arrivo nella sessione estiva di mercato di Ademola Lookman ha permesso probabilmente al ventenne campano di potersi giocare al meglio le sue carte, pur conscio della titolarità di due pezzi da novanta come Lautaro Martinez e Marcus Thuram. Sinora ha collezionato in campionato 23 presenze, quasi tutte da subentrato, realizzando 4 reti. L'ultima, bellissima e pesante, nel discusso derby d'Italia vinto contro la Juventus. Al suo attivo anche 6 assist.
Per il 94 nerazzurro, sinora, 8 presenze e 2 reti in Champions League, l'ultima realizzata mercoledì nella triste notte di Bodo. Questo, per quanto riguarda il nerazzurro. Ma Pio ha iniziato a fare la voce grossa pure nella Nazionale maggiore a caccia della qualificazioni mondiale. Convocato per la prima volta nello scorso agosto da Rino Gattuso, Pio Esposito ha già segnato in azzurro 3 reti in 5 presenze. Insomma, i numeri sinora certificano come l'Inter abbia trovato un giocatore che potrebbe continuare la tradizione dei grandi attaccanti che hanno scandito la storia nerazzurra.
Alto 1 metro e 91 centimetri, 83 chilogrammi di peso ben distribuiti in un fisico che gli permette di essere potente e agile allo stesso modo. Tra le sue caratteristiche migliori, quella di saper proteggere come pochi il pallone, che sa poi smistare in modo mai banale. In alternativa, con il suo modo di reggere il contratso con i difensori avversari, riesce a guadagnarsi quasi sempre un fallo a favore. Fortissimo di testa, basti vedere l'incornata con cui ha bucato la Juve, bravo indirizzare con i piedi i palloni vaganti in area di rigore. Notevoli i margini di crescita di Pio Esposito, che può migliorare dal punto di vista strettamente tecnico e che deve, a volte, essere meno frenetico nella giocata che può rivelarsi decisiva. Dettagli per un giocatore che Chivu sa perfettamente come far crescere ulteriormente, dopo averlo “svezzato” quando era poco più di un bambino.
E ora, con Lautaro Martinez ai box per il problema al polpaccio rimediato in Norvegia, il 94 nerazzurro avrà una grande chance di prendersi definitivamente la scena. A +7 sul Milan, l'Inter capolista deve tornare necessariamente alla vittoria nel tardo pomeriggio in quel di Lecce dove Via del Mare sarà una bolgia pronta a sospingere i suoi nella drammatica, sportivamente parlando, lotta salvezza. A sole 72 ore dalla infausta trasferta norvegese, Fuori Lautaro, fuori per squalifica Barella e Calhanoglu oltre al solito Dumfries e con un Zielinski non al meglio, la Beneamata dovrà sfoderare una prestazione formato campionato per tornare a Milano con i 3 punti che manterrebero quanto meno le distanze dal Diavolo a due settimane dal derby.
Oggi Pio Esposito sarà in ballottaggio con Bonny per affiancare Thuram in attacco. Perché poi il ventenne centravanti di Castellammare sarà sicuro titolare martedì prossimo quando l'Inter dovrà battere a San Siro con tre gol di scarto quel Bodo/Glimt che sogna gli ottavi di Champions League. Traguardo che però non può fallire l'Inter, anche se è il campionato l'obiettivo oggettivamente più a portata di mano. Anzi, di piede. Ma una squadra che ha disputato due finali di Champions nelle ultime tre stagioni non può e non deve lasciare nulla di intentato per tentare di ribaltare la situazione. Ci sono anche tanti soldi in ballo e sappiamo quanto conti l'aspetto finanziario nel cosiddetto calcio moderno.
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