Interessante intervista della Gazzetta dello Sport a Roberto Carlos, ex terzino dell'Inter, che si racconta a cuore aperto.

All’Inter ricordano soprattutto il matrimonio fallito con Hodgson nel 1996. 
"Voleva farmi giocare ala, io volevo giocare terzino. Però non è colpa sua se sono rimasto un solo anno".

Chi è il giocatore più forte visto in Italia? 
"Totti. Se parliamo in assoluto, Zidane e Ronaldo. Una volta a Madrid stavo uscendo da un ristorante quando si avvicinò una signora: “Ronaldo, Ronaldo, mi firmi un autografo?”. E io: “Ok, mi dia il foglio. Con affetto, Ro-nal-do”. Quando lei capì, andò dalla Polizia a denunciarmi. Ho dovuto spiegare ai poliziotti che scherzavo".

Chi è il più matto incontrato in una vita di calcio? 
"Gravesen, il danese ex Real. Viveva a un ritmo accelerato. In campo era divertente: ti faceva dei falli atroci e poi si metteva a ridere. Però una bravissima persona...". 

Quella volta nel ’97 a Lione fu generoso. La punizione alla Francia è sovrumana.
"Mai capito come mi è uscita. Usavo scarpe strette, e di sicuro hanno aiutato. Il pallone era molto leggero, e ha aiutato. La mia coscia sinistra ha una circonferenza di 64 centimetri, e anche quello c’entra. Però il tiro con le tre dita l’ho provato mille volte. Non mi è mai più riuscito".

Qual è stata la cosa migliore fatta in carriera con il piede destro? 
"Andare in bicicletta, perché col destro spingo più forte. In campo, niente di niente: 2 gol in 25 anni. Tutto quello che Dio mi ha dato per il sinistro, per il destro me lo ha tolto. Mio papà era destro, i miei figli sono destri e anche io non scrivo con la sinistra. Mia mamma me la legava dietro la schiena perché non imparassi".

Parliamo di Mondiali. Francia ’98.
"Sono stato il primo a vedere la crisi di Ronaldo, sul letto dell’hotel prima della finale. Per me era un attacco epilettico. Ho ancora paura: tremava, era rigido, tutto bloccato. Non aveva il fisico per giocare ma avevamo mezz’ora per decidere. E Ronie in Brasile è come un Dio, doveva esserci".

Giappone e Corea 2002. 
"Eravamo la famiglia Scolari: tutti amici, Cafu e Ronaldo i leader, io un clown. Il bambino della famiglia".

Brasile 2014. 
"Vince il Brasile, se dico un altro nome mi uccidono. Ma mi fa paura la Germania".

Si può spiegare che cos’è l’Anzhi a chi non lo ha mai visto dal vivo?
"Kerimov aveva il sogno di lavorare con me e mi ha fatto quel supercontratto. È una persona come noi ma se vai a casa sua e suoni, ti aprono 15 guardie del corpo. Lì è pericoloso...".

Più di Makhachkala? 
"Mai avuto paura a Makhachkala. La gente lì è carina, ma la città è una follia. Una follia".

È vero che è finito tutto per Eto’o? 
"Ha il suo carattere. Non ho niente contro di lui però Samuel vuole controllare tutto. Se ci sono un allenatore e un direttore, non puoi parlare con il presidente per decidere".

Si può parlare della banana lanciata nel finale di Krylya-Anzhi, nel 2011? 
"Sarei uscito dal campo anche se fosse successo al terzo minuto. La gente ha problemi a casa, viene allo stadio e si sfoga: mi fanno pena. Quell’uomo mi ha lanciato la banana, poi mi ha chiesto di fare una foto". 

Com’è finita? 
"Ha fatto tre mesi di carcere. Gli hanno fatto mangiare solo banane. Colazione, pranzo e cena". 

 

 

Sezione: Focus / Data: Mar 11 febbraio 2014 alle 08:42 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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