Il rapporto sorto tra Zlatan Ibrahimovic e Josè Mourinho ai tempi dell'Inter si è distinto per la peculiare personalità dei due personaggi in questione. A raccontare alcuni aneddoti in merito è proprio l'ex attaccante svedese nel corso del secondo episodio della serie di Netflix intitolata "Mourinho" e dedicata al tecnico portoghese. 

Ibrahimovic a tutto tondo sul rapporto con Mourinho

"Era un personaggio imprevedibile perché con lui succedeva qualcosa ogni singolo giorno. È stato lui a cambiare il mio modo di giocare: in campo mi sentivo invulnerabile e mi sentivo un killer capace di annientare chiunque. Quell'anno sono diventato capocannoniere perché segnavo gol a raffica, e questo è un fatto. José e io volevamo vincere e avrei fatto di tutto per raggiungere questo scopo". 

L'ex calciatore svedese ha poi ricordato uno scambio di battute verificatosi durante una sfida contro l'Atalanta: "In quella partita stavamo sul 2-2 e il giorno dopo avrei dovuto ricevere il premio come miglior giocatore in Italia. Durante l'intervallo, Josè mi disse di ritirarlo e di vergognarmi e che avrei dovuto dire a mia madre che non meritavo quel premio perché stavo giocando male. Nel secondo tempo rientrai con una rabbia agonistica diversa volta a farlo ricredere. Mi aveva fatto cambiare l'approccio mentale alla partita, è il numero uno in questo. Sapeva come stimolarmi e per questo lo rispetto molto". 

Per concludere, l'ex attaccante interista ha parlato del dialogo avuto col tecnico portoghese una volta accasatosi al Barcellona: "Dopo cinque stagioni in Serie A decisi di proseguire altrove alla ricerca di nuovi stimoli. Il mio sogno era vincere la Champions League e pensavo che coi catalani questo fosse possibile. Prima che partissi, lui mi disse che quell'anno la coppa l'avrebbero vinta loro. Fu davvero uno bast..., ma alla fine ha avuto ragione lui". 

Sezione: Copertina / Data: Mar 11 agosto 2026 alle 15:04
Autore: Carlo Gamba
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