Nella sua analisi di oggi per il Corriere della SeraPaolo Condò parte da quella che considera la favorita in Italia. "L’Inter, per cominciare. La più forte, e con un certo distacco, un instant team capace ormai da anni di rigenerarsi seguendo il modello virtuoso dei tre forni: campioni stagionati ma liberi (Akanji, Stones), buoni progetti a costo contenuto (Bisseck, Spence), ragazzi di qualità cresciuti in casa (Esposito, magari Bovio). Marotta ha avuto la tentazione del colpo d’ala, Palestra: progetto più che buono, ma a costo non più contenuto, e la proprietà l’ha lasciato cadere stabilendo definitivamente i suoi paletti, che peraltro stanno risanando il club".

"L’Inter è la logica favorita per un altro scudetto, ma per lei e per le altre questa sarà — dovrà essere — una stagione speciale in Europa. Mai come adesso siamo all’anno zero. L’Inter è la nostra formazione più qualificata, in tempi recenti ha raggiunto due finali di Champions, Chivu ha superato il rodaggio con gioco e risultati. La sfida europea è la logica prosecuzione del suo buon lavoro, come ha ricordato lo stesso Marotta, e al di là del fatto che la rosa sembra attrezzata per il doppio fronte, ci aspettiamo che nelle strettoie stagionali il match di Champions a eliminazione diretta venga privilegiato: lo scorso febbraio a Bodo l’Inter risparmiò Dimarco, mvp stagionale, per averlo al top tre sere dopo a Lecce. Magari non sarebbe cambiato niente. Magari sì. Di certo una squadra come l’Inter deve porsi come traguardo realistico almeno i quarti di Champions. E naturalmente non è la sola ad avere questi «obblighi», visto che i club nelle coppe giocano per sé ma anche per la classifica per nazioni, quella che aumenta o riduce i posti nelle competizioni continentali. La Juventus e il Milan sono di gran lunga i club più nobili iscritti all’Europa League: devono puntare a vincerla. La stessa Atalanta è chiamata a competere in Conference".

Sezione: Focus / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 11:02
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture