L'ex capitano dell'Inter Beppe Bergomi, a margine della conferenza di presentazione del quinto Memorial Franco Chignoli in Regione Lombardia, ha detto la sua sul futuro dell’Inter dal punto di vista tattico parlando coi cronisti presenti: “È difficile uscire da certe situazioni. Il calcio europeo va in una certa direzione, con 3-4 giocatori offensivi. Si gioca 4-3-3 o 4-2-3-1 ma, al di là dei numeri, punta sul talento offensivo. Noi abbiamo dodici club su venti che giocano 3-5-2: cambiare è difficile, e io non do tanta colpa alle società. Se non vanno in Champions fanno fatica, e quindi devono avere delle certezze. L’Inter ha Lautaro Martinez e Marcus Thuram: diventa difficile aggiungere esterni da uno contro uno, deve riuscire a trovare dei giovani, magari italiani, e un giocatore da uno contro uno sulla trequarti o anche da esterno”.

Il primo acquisto dell’Inter?
“Sicuramente un difensore, l’Inter ha 5-6 giocatori in scadenza di contratto e il più giovane è De Vrij, che ha 34 anni. Bisogna capire chi terrà di questi, sicuramente andrà a prendere un difensore e non so chi. L’Inter ha tutti numeri 10 a centrocampo: Calhanoglu lo era, Barella nasceva così, poi Sucic, Zielinski e via dicendo. Forse serve della fisicità. E poi un giocatore offensivo diverso da quelli che ha a disposizione”.

Federcalcio e Nazionale: su chi punterebbe?
“Io ho la mia idea, l’ha detta anche Bonucci: se vogliamo cambiare dobbiamo cambiare. Quali sono gli allenatori che vanno per la maggiore? Gli spagnoli. Guardiola, Luis Enrique, Fabregas… Dobbiamo cambiare. Poi il presidente federale può essere Giovanni Malagò, lo stimo. Però dobbiamo avere il coraggio di fare le riforme. E di cambiare: nel farlo servono pazienza e idee. Ai Mondiali non ci andiamo, ma ci possiamo andare con quello che abbiamo: con la Bosnia, con la Macedonia, con la Svezia, ci potevamo andare ugualmente”.

Sezione: Focus / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 15:18 / Fonte: TMW
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.