Giovane attaccante dal futuro assicurato. Bomber che timbra il cartellino con una regolarità assurda. Samuele Mulattieri, dopo aver fatto benissimo con la Primavera nerazzurra, si sta imponendo anche nel calcio professionistico. È lui la punta principe dell’FC Volendam, la compagine olandese dove il giovane spezzino si sta facendo le ossa. E in esclusiva per FcInterNews, il ragazzo classe 2000, si racconta a tutto tondo.
Come è la vita nei Paesi Bassi?
"È una nazione sicuramente diversa dall’Italia. Con una cultura differente. Una delle cose che mi ha maggiormente colpito è che tutti parlano inglese, non come da noi. Anche io ne ho beneficiato".
Perché ha scelto questa destinazione?
"Dovevo decidere negli ultimi giorni di mercato dove andare. Avevo offerte dalla Serie B, ma mi intrigava questo progetto. Mi volevano fortemente, il mister mi aveva seguito, sapevo che avrei avuto la possibilità di giocare. In più mi piaceva l’idea di fare un’esperienza all’estero, così ho accettato con entusiasmo".
Per un giovane è sempre importante giocare.
"Qui la mentalità è diversa, questo torneo è perfetto per i giovani. Ci puntano. Tutti scendono in campo per attaccare. L’ambiente è migliore. Cresci con maggiore velocità e hai maggiori opportunità di metterti in mostra".
Il suo mister Jonk ha giocato all’Inter. Vi siete mai confrontati su questo argomento? E che tipo di mister è?
"Parliamo del presente. È un allenatore che ama il possesso palla e prova ad imporre il gioco, stile Cruyff".
Ha già affrontato Emmers.
"Due volte. Io non lo conoscevo, ma prima del calcio di inizio abbiamo scambiato quattro chiacchiere".
La sua avventura è partita alla grande.
"Con 4 gol in 3 partite. A volte però sono rimasto pure all’asciutto. Devo continuare a lavorare per migliorarmi. Sono venuto qui per fare il meglio, di certo non è stato facile, ma sono stato bravo nell’adattarmi subito".
Lei ha già 3 presenze e un gol in B. Perché accettò la Primavera nerazzurra?
"Se ti chiama l’Inter e ti dicono di voler investire su di te, come fai a dire di no? È pure la mia squadra del cuore…".
Quale è – almeno per il momento – il suo ricordo più bello all’Inter?
"Non saprei. La prima stagione ho avuto parecchie difficoltà, ma è stata utile per rafforzare il carattere. Quella seguente è andata bene, sia a livello personale che di squadra: da fuoriquota sono maturato ed è stata un’annata importante".
Con chi si sente della Primavera?
"Gioco speso alla playstation con Vezzoni. E sento molti altri ex compagni, oltre al mister Madonna".
Avete mai fantasticato di giocare a San Siro insieme tra qualche anno, nella prima squadra nerazzurra?
"Tutti cullano il sogno di giocare nel teatro dei sogni di San Siro".
Lei si è anche allenato spesso con la prima squadra.
"Sono stato anche in ritiro con loro in occasione delle Final di Europa League dello scorso anno. Sono tutti, fortissimi. Ma proprio fortissimi".
Chi è il più tecnico?
"Christian Eriksen, un mago con i piedi".
Chi l’ha aiutata dei giocatori della prima squadra?
"Dico de Vrij. Ci accomuna la passione per il pianoforte. Spesso ‘abbiamo duellato’ anche sul piano musicale".
Continua a seguire l’Inter?
"Assolutamente. Ma anche per lavoro. Guardo tutte le partite dell’Inter per vedere i movimenti di Lukaku e Lautaro. Faccio lo stesso con quelle di Bayern e Borussia per Lewandowski e Haaland".
È utile guardare i video?
"È molto importante vedere le partite per vedere come giocano i più forti".
Cosa ruberebbe agli attaccanti nerazzurri?
"Il modo con cui proteggono la palla. A Lukaku non la togli mai: si mette davanti e poi scarica il pallone. Ma pure Lautaro non lo sposti mica, è un toro di nome e di fatto".
Chi era il suo idolo da piccolo?
"Zlatan Ibrahimovic".
Ora è in prestito. Tra qualche anno magari la vedremo guidare l’attacco nerazzurro.
"Sarebbe un sogno, è scontato dirlo. Ma prima devo maturare. Qui sto maturando molto, giocare aiuta. Sto imparando a fare anche la prima punta. Mi sento più forte nel gioco con i compagni e in fase realizzativa".
L’anno scorso giocava con Satriano.
"È fortissimo, e giravano intorno a lui. Quest’anno sono io invece la prima punta, in un modulo diverso".
Mulattieri-Satriano, forse anche troppo per la Primavera.
"Insieme formavamo una grande coppia d’attacco, diciamo così".
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