Nuova esperienza, certamente diversa dall'ultima. Per tanti motivi. Da una Prima Squadra di Serie A al ruolo di collaboratore tecnico. Scelta forse in controtendenza, tanto coraggiosa quanto umile quella di Giovanni Martusciello, neo elemento dello staff di Luciano Spalletti. Prontissimo l'ex Empoli, che ha deciso di intraprendere questo nuovo percorso all'Inter soprattutto per la volontà e l'assoluta motivazione di crescere e completarsi, come lo stesso tecnico ha raccontato in esclusiva per FcInterNews nel corso di questa intervista.

Nuova avventura in un top club come l'Inter: quali sono le prime sensazioni?
"Sono felicissimo, sarebbe assurdo non esserlo. Ormai un po' tutti si aspettavano di vedermi all'Inter, da tempo si parlava di un mio arrivo con il mister. Come detto, oltre che essere molto contento, sono estremamente motivato per la possibilità di lavorare al fianco di una persona come Luciano, nei confronti del quale nutro una profonda stima professionale, oltre che grande affetto dato che ci conosciamo da tantissimi anni. Quindi non avrei mai potuto declinare questa sua chiamata, ho colto al volo l'occasione".

In particolare, quale sarà il suo ruolo preciso?
"Farò parte dello staff come collaboratore tecnico, sarò a totale disposizione del mister e della squadra. Nei giorni precedenti all'arrivo a Riscone abbiamo avuto una riunione in cui abbiamo pianificato tutti i dettagli del caso".

Cosa l'ha portata a lasciare il ruolo di primo allenatore, per di più da Serie A, per un incarico di questo tipo?
"Perché ritengo sia per me necessario fare ancora qualcosa per completarmi come allenatore. Devo ancora crescere, migliorare per riempire qualche 'casella' che considero ancora vuota. Ci sono ancora parecchie cose da imparare in questo lavoro, quindi non ho avuto alcun problema ad accettare. Come si suol dire, nella mia vita e nella mia carriera non ho mai fatto il passo più lungo della gamba. Arrivo in un top club e in un grande staff tecnico, ho avuto la fortuna di lavorare con Luciano per tre anni che sono stati fantastici per entrambi. Per me come calciatore e per lui come allenatore. Ora sono curioso di mettermi in gioco in questa nuova avventura, sicuramente il passo giusto per me. Poi, per il futuro, l'obiettivo è di tornare ad allenare in Serie A. Questo non lo nego".

Parlando invece della proprietà, inevitabile per Suning Group puntare in alto: nonostante le poche ore di lavoro, ha già colto l'importanza di questo progetto?
"Di sicuro non deve essere il sottoscritto a sottolineare il valore di un club così grande, però certamente: mi ha colpito l'assoluta motivazione da parte della proprietà di tornare in alto in breve tempo. Questo è fondamentale, anche per i tifosi. C'è proprio questa grande attenzione a lavorare pensando sì in grande, ma al contempo con intelligenza. Poi vedremo quali saranno i risultati, non possiamo ancora parlare di titolo, ma sicuramente la possibilità di migliorare sensibilmente c'è. Questo deve essere il nostro obiettivo: fare il massimo per crescere".

Come ha visto Spalletti in questi primi allenamenti?
"Luciano è molto carico, ha tantissimi stimoli per questa avventura. Il tecnico lo conosciamo tutti, la carriera parla per lui, ma quello che colpirà il mondo nerazzurro sarà l'aspetto umano: persona trasparente e di grande generosità, ve ne accorgerete molto presto. Poi, tecnicamente e tatticamente parlando, è un vero studioso: vive 24 ore di calcio e per il calcio. Anche lui, come me, vuole sempre imparare dettagli nuovi, aspetti e sfumature prima sconosciute. Credo sia proprio questo che nel corso della sua carriera ha fatto la differenza. Non è cambiato, sin da giovane ha pensato e lavorato in questo modo. Vuole imparare. Imparare, imparare e imparare. Il più possibile e da tutti".

Per chiudere, chiosa di mercato: a quando risale il primo contatto tra lei e l'Inter?
"Esattamente quattro giorni dopo la retrocessione con l'Empoli. Il giovedì successivo mi ha chiamato il mister, ci siamo incontrati e abbiamo deciso di iniziare insieme".

Sezione: Esclusive / Data: Sab 8 Luglio 2017 alle 12:36
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
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