Alla faccia dei fuochi d'artificio che il confronto tra due squadre che giocano un calcio offensivo e spumeggiante aveva promesso, al Sinigaglia tra Como e Inter, semifinale d'andata di Coppa Italia, sbucca dal nulla uno scialbo 0-0. Che per quanto si è visto sin dall'inizio, con un rispetto eccessivo dell'avversario, può andare bene a entrambe le squadre, decise a rinviare alla partita di ritorno tra diverse settimane il verdetto finale. Il primo e il terzo attacco della Serie A restano così a secco, ma se per i padroni di casa è comunque un risultato che tiene i giochi apertissimi, per gli ospiti è una serata indolore che permette di concentrarsi sull'altro derby, non regionale ma cittadino, senza aver perso uomini sul campo. E comunque, alla fin fine, questo noioso pareggio è anche un whatsapp a chi si occupa del format della Coppa Italia: siccome la semifinale non è figlia della serva, vada disputata in gara secca come gli altri turni...

VISTA LAGO E VISTA DERBY - Ribadendo la 'meravigliosità' del contesto in cui è incastonato il Sinigaglia, dove si gioca con vista lago, al gruppo nerazzurro che va da Chivu all'ultimo membro dello staff interessava soprattutto 'gestire' questa partita, l'ennesima infrasettimanale, risparmiando energie, dando spazio a 'quelli della Coppa Italia' e tornando a casa con un risultato positivo per riprendere il filo del discorso al ritorno al Meazza. Inevitabile che la testa di molti giocatori fosse a domenica prossima, il tanto atteso derby di Milano che potrebbe incidere in un modo o nell'altro sulla corsa Scudetto. Evitare scivoloni fisici e mentali a Como non era una banale scelta, ma una necessità per potersi presentare alla stracittadina nelle migliori condizioni possibili. Missione, a quanto pare, compiuta.

STATISTICHE - Il Como da par suo ha giocato il suo calcio, ma è stato meno arrembante del solito anche per la buona organizzazione difensiva nerazzurra che ingolfando il centrocampo, a costo di lasciare Esposito da solo davanti, ha limitato a un paio di ghiotte occasioni (quella di Alex Valle soprattutto) le concessioni ai lariani. Ma al di là della prestazione attenta, a proteggere gli ospiti sin dalla vigilia erano le statistiche. Intanto, nei 9 precedenti in Coppa Italia contro il Como l'Inter era imbattuta. In secondo luogo, con Marco Di Bello a dirigere (buona prova) i nerazzurri non hanno mai conosciuto l'onta della sconfitta: 17 precedenti con 13 vittorie (compreso il 4-0 dell'andata in campionato) e 4 pareggi. Francamente non servivano altre informazioni per rasserenarsi prima di scendere in campo...

BOMBONAGLIA - Cesc Fabregas alla vigilia della partita ha abbandonato per una frazione di secondo la propria fiducia nella filosofia improntata nella sua squadra chiedendo il sostegno del pubblico di casa, invitandolo a trasformare il Sinigaglia in una sorta di Bombonera. Una Bombonaglia, per sintetizzare. Impresa non facile considerando che lo stadio sul lago conta circa 13 mila presenze mentre quello del Boca Juniors arriva oltre i 56 mila. Ovviamente, per il tecnico spagnolo, così come in altri ambiti della vita, le misure non contano e la sua è stata chiaramente una richiesta emotiva, vale a dire rendere il Sinigaglia un ambiente caldissimo a supporto del Como. A bocce ferme, non è che il contesto abbia influito particolarmente sulle gambe degli ospiti (neanche gli ormai fuori luogo fischi ad Alessandro Bastoni), mai deconcentrati a parte qualche peccatuccio dei singoli. Meglio dunque che Cesc continui a fidarsi soprattutto della sua squadra.

CONSIGLI NORVEGESI - Alimentazione e aspetto mentale gli argomenti per cui, ufficiosamente, lo staff di Fabregas ha incontrato e si è confrontato con i colleghi del Bodo/Glimt. Bene, può starci, nella vita non si finisce mai di imparare. Ma chi può onestamente sostenere senza timore di smentita che i lariani non abbiano chiesto anche qualche consiglio 'alternativo', più di campo, a una squadra che ha sconfitto ben due volte i nerazzurri nel giro di 6 giorni? Non ci sarebbe nulla di male, nessun'altra squadra può vantarsi di cotanto risultato in questa stagione. E Fabregas, si sa, quando può strappare consigli a chi giudica all'altezza di darne, non si tira mai indietro, come accaduto con Simone Inzaghi qualche mese fa. Forse anche per questo ha deciso di proporre un Como molto corto, con un centrocampo intasato e la strategia dichiarata di proteggere e ripartire, un po' come fatto dal Bodo a San Siro. Con un risultato diverso, per fortuna...

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 08:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.