Gianfranco Bedin ha parlato alla Gazzetta dello Sport ripercorrendo la sua lunga carriera in nerazzurro e non solo.

Nel post-carriera lei ha lavorato anni per l’Inter, in qualità di osservatore, individuando tanti ottimi prospetti. Ha un rimpianto?
"Certo, Thiago Silva. Lo seguivo da tempo, ero convinto di portarlo all’Inter. Invece me lo soffiò il Milan. Uno che ha reso meno di quanto mi aspettassi invece è stato Van der Meyde, l’olandese che pescai all’Ajax. Grande talento, ma era matto, aveva la testa che andava per conto suo".

C’è un calciatore di oggi in cui si riconosce?
"Barellino, lo chiamo così Barella: è il mio preferito, abbiamo la stessa tigna".

Domanda doverosa: l’Inter lo vince lo scudetto?
(Silenzio)

Pronto, Bedin…
"Mi stavo…ecco…stavo facendo un gesto…diciamo così…superstizioso. Dai, diciamo che ci sono le condizioni per farlo, l’Inter è la più forte, anche se i limiti ci sono e su quelli bisogna lavorare: l’abbiamo visto in Champions".

Sezione: Copertina / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 11:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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