Francamente poteva andare meglio, ma decisamente anche peggio. Mi riferisco ovviamente al sorteggio di Champions League di oggi, competizione in cui l’Inter, inserita in terza fascia, sarebbe potuta finire per il terzo anno di fila nel girone della morte, o altresì trovare la Dea Bendata dalla propria parte, per sfide molto più abbordabili.
È arrivata una sorta di via mezzo. Credo davvero che il bicchiere possa essere visto sia mezzo vuoto, che mezzo pieno. Mi spiego meglio.

Oggi il Real Madrid – ossia l’attuale squadra campione di Spagna, e non tanto per dire e con tutto il rispetto del mondo, del campionato lettone – sembra meno temibile rispetto agli anni passati. Va bene, sono d’accordo. Ma le Merengues possono comunque contare su una rosa di campioni indiscussi. Gente abituata a vincere, per cui alzare la Coppa dalle Grandi Orecchie era diventata un’abitudine. 
Sicuramente il “mejor equipo del siglo veinte” resta la compagine favorita per il passaggio del turno. Per un primo posto da centrare senza troppi affanni. Sarà interessante vedere Hakimi contro il suo passato. E l’impatto dei nerazzurri al Bernabeu contro un team d’elite mondiale. Non dovranno tremare le gambe, anzi: dovrà esserci la voglia e la convinzione di poter espugnare la casa dei Blancos. Altrimenti evitiamo di parlare top team. Questo non significa dover vincere per forza, ma giocare con convinzione e alla pari, vedi sfida al Barcellona dello scorso anno, sicuramente sì. Fatte quindi le dovute precisazioni, per favore non parlatemi in questo caso specifico, di sorteggio fortunato, perché non è così. In prima fascia c’era lo Zenit. Qualora l’Inter fosse finita con i russi, si sarebbe potuto utilizzare, almeno per la testa di serie, tale aggettivo.

Certo, in questo caso non sarebbe stato possibile lo scontro con lo Shakhtar. Ma visto che con i se e con i ma non si va nessuna parte, analizziamo la realtà, cioè l’insidia degli ucraini. L’Inter è sicuramente più forte. Se ad agosto Lukaku e compagni hanno rifilato 5 schiaffi ai propri avversari, il gap è evidente. Ma attenzione: qui Conte dovrà essere bravissimo. Nelle stagioni passate, pur non vincendo nulla, si intuiva benissimo come alcuni giocatori nerazzurri credessero di essere migliori dei propri avversari. E poi in campo approcciassero male la gara. E perdessero quindi inopinatamente il determinato match. Essere una grande squadra significa anche vincere quando devi vincere. E l’Inter, almeno in Europa, deve certamente compiere questo ulteriore step. Bene ma non benissimo, insomma. 

Chiudiamo con il Borussia Moenchengladbach. Di certo col Marsiglia era la peggior possibile squadra della quarta fascia. Ma altrettanto sicuramente non è un club che incute vero timore se vuoi arrivare lontano. Si dovrà solo fare il proprio dovere. Con rispetto massimo. Ma senza giocare la partita della vita.

Diciamo che se l’Inter di Mou avesse trovato un girone simile, sarebbe stato un sorteggio fortunato. Ma affinché lo sia anche per la compagine di Conte, si dovrà dimostrare in campo il proprio valore. Sul verde e non social. Lì sono bravi tutti.

VIDEO - SASSUOLO-INTER, NOVITA' IN VISTA? CARNEVALI NELLA SEDE NERAZZURRA

Sezione: Editoriale / Data: Ven 02 ottobre 2020 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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